Draghi a confronto: Kubuntu 11.10 vs Linux Mint 12 KDE vs Chakra Linux Archimedes 2012.02

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Quando il mondo degli gnomi è in tormento, i draghi arrivano e fanno terra bruciata. Oggi i tre sovrani più potenti delle Kaverne si daranno battaglia per la supremazia sugli gnomi. Chi vincerà? Il possente drago blu della dinastia Buntu, l’astuto drago verde dal soffio alla menta, o il giovane drago eterno?

Metterò al microscopio le tre distro KDE che vanno per la maggiore in rete, per capire quali aspetti hanno in comune, quali sono le differenze, pregi e difetti di ognuna.

Creature di epoche diverse si sfidano nel presente
Kubuntu è una derivata ufficiale di Ubuntu e segue il suo ciclo di sviluppo (18 mesi di supporto per i rilasci intermedi e 3 anni per le lts). Mint 12 kde si base su Kubuntu 11.10, ne condivide i repo di base (con altri aggiunti dal team Mint) e la data di scadenza, peccato che sia uscita tre mesi in ritardo rispetto alla sorellona.
Chakra è una distro semi-rolling derivata di Arch (ma con i suoi repo indipendenti): va installata una sola volta, tutto il software sarà aggiornato in automatico, da qui all’eternità! La differenza tra una distro rolling (come Debian Sid) e una semi-rolling come Chakra sta nella velocità e nel controllo degli aggiornamenti. In una rolling i pacchetti fluiscono liberi e si ricevono nuove versioni appena disponibili, così si ha il vantaggio di avere sempre software nuovissimo ma si possono incappare in problemi/instabilità a causa dello scarso test che hanno subito gli stessi (specie dal punto di vista kernel, driver e librerie). Chakra, invece, ha un repository stabile e uno testing (non attivo di default): nello stabile troviamo pacchetti ben testati e verificati, nel testing ci sono le versioni in fase controllo stabilità prima del passaggio al ramo stabile. Il risultato finale è che software innocui come Firefox o VLC saranno disponibili in tempo zero per l’utente finale, mentre la “parte delicata” del sistema operativo sarà rilasciata solo quando ben testata e verificata, assicurando la massima stabilità. Una politica davvero niente male!

La conquista del territorio
Tutti e tre i sistemi operativi si avviano in modalità live, però Chakra ha anche l’opzione di avvio con driver proprietari già caricati, una funzione molto comoda su diversi modelli pc con schede video integrate o notebook.
Il processo d’installazione vede Kubuntu e Mint perfettamente allineati ovviamente, l’installer è semplicissimo, comodo ed efficiente. Tribe, l’installer di Chakra, è semplice ma ancora in fase beta ma è già usabile senza problemi: è scritto interamente in Qt, cosa che gli conferisce molta leggerezza e reattività però, a differenza dei concorrenti, non ha ancora integrato un suo gestore delle partizioni ma si appoggia a Kde Partition Manager. Chakra permette anche di avviare la live già con i driver video proprietari, cosa potenzialmente molto utile su alcune configurazioni hardware.

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Appena usciti dal guscio
Kubuntu 11.10 in questo momento gira con kde 4.7.3, ma la versione 4.7.4 è in arrivo imminente. Mint 12 parte già con la 4.7.4 e così rimarrà per sempre, sempre che non si aggiungano appositi repo esterni. Chakra Archimedes 2012.02 ha già kde 4.8, anche perché uscita dopo, con la differenza che essendo una distro semi-rolling si aggiornerà in automatico a kde 4.9 (e così via) appena sarà ritenuto stabile.
A livello di “ready out-of-box” Kubuntu parte svantaggiata: è piuttosto vuota, ha solo i programmi base di kde e mancano molte cose utili come firefox/chromium, non sono disponibili pacchetti non-free e i driver proprietari (vanno abilitati i repo partner e medibuntu), non ci sono wallpapers, non c’è il java proprietario (per questioni di licenza è proprio escluso dai repo), insomma bisogna spenderci un po’ di tempo per installare ed impostare tutto.
Mint 12 kde è completamente l’opposto, ha praticamente di tutto già preinstallato: browser, lettori audio/video, codec multimediali, flash, java (gentilmente aggiunto per noi), wallpapers, repo aggiuntivi come medibuntu già abilitati, strumenti vari di tutti i tipi. Le uniche cose da installare sono, eventualmente, i driver video e wireless proprietari. Mint ha quasi il problema opposto di Kubuntu: ci sono così tanti programmi che spesso bisogna passare del tempo a rimuoverli, ma dal gestore pacchetti ci vuole 2 minuti e si può benissimo non farlo.
Chakra è un po’ una via di mezzo (parliamo della versione consigliata, la dvd): offre un desktop con tutto il necessario per iniziare ma con niente di superfluo. Ci sono dei software come il browser e libreoffice già presenti ma se vogliamo qualcosa degli extra (come codec proprietari, flash, java) vanno installati dai repo ufficiali o dai ccr.

Draghi e gnomi possono convivere?
Purtroppo per gli amanti di kde, ci sono tanti programmi piuttosto irrinunciabili che sono scritti in gkt, come Firefox e Libreoffice ad esempio. Mentre su un desktop gnome di solito non c’è alcuna necessità di avere un singolo pacchetto in Qt, viceversa non è possibile almeno per il momento. Kubuntu condivide i suoi repo con tutta la famiglia Canonical, quindi installare e usare pacchetti gtk è facile, anche se l’installazione di partenza tende a preferire un uso prevalentemente kde.
Mint 12 kde per principio ha come obiettivo la migliore esperienza utente possibile, quindi di queste cose se ne frega altamente: di default integra Firefox e i gestori pacchetti/software/updates in gtk, importati dalla versione gnome. Forse è comodo per l’utente ma non molto efficiente a livello di etica/leggerezza del DE.
Chakra è una distro “kde-centrica” e non vuole avere nulla a che fare con gnome nei suoi repository. A livello pratico sembra una scelta estremista o poco pratica, ma se ci pensate bene è coerente visto che la stessa cosa accade nel senso opposto in gnome. Ma gli sviluppatori di Chakra non sono ottusi, infatti hanno creato il sistema bundle per installare i software gtk più popolari (come Firefox, Chromium, Gimp, Skype ecc…): i bundle non sono altro che dei contenitori nel quale è presente il software in questione con tutte le dipendenze necessarie al suo funzionamento, una volta scaricato viene semplicemente montato come fosse un filesystem (un po’ stile Mac OS X) in modo da non intaccare i repo e il sistema operativo con pacchetti gtk. Il focus totale su kde fa sentire i suoi effetti positivi nell’ottima reattività dell’ambiente grafico.

Fuoco, artigli e zanne: le armi di battaglia!
Vediamo ora la gestione del software. Kubuntu e Mint hanno lo stesso sistema di base, derivata da Ubuntu che a sua volta deriva da Debian: apt-get con pacchetti in formato .deb.
Per la gestione con interfaccia grafica del software Kubuntu utilizza muon Suite, un software center e un gestore pacchetti avanzato (che fa anche da update manager): fanno bene il loro lavoro in modo semplice ed intuitivo, sono scritti in Qt e si integrano bene in kde, nessun problema quindi.
Mint 12 usa gli stessi software presenti nella versione gnome, quindi avremo l’eccellente synaptic che pur non essendo fatto per kde riesce sempre ad essere il miglior gestore pacchetti in assoluto.
Chakra ha ereditato la gestione dei pacchetti tramite pacman da Arch, che sono archivi in formato pkg.tar.xz.
La gestione grafica è svolta da AppSet-qt, un unico programma sempre attivo in background per gestire sia l’installazione/rimozione del software che gli aggiornamenti. Rispetto ai due oppositori, Chakra è debole da questo punto di vista perché AppSet non è neanche vicino alla qualità di muon, figuriamoci synaptic… per nostra fortuna pacman sarà sostituito da akabei, e AppSet da Shaman (si spera entro un anno), con la promessa di una gestione migliore dei pacchetti e un’interfaccia migliore.

Mint12kde-screen

La terra natale delle bestie mitologiche
Parliamo ora del fattore vastità del parco software. Kubuntu e Mint partono con un grande vantaggio, in quanto i loro repository sono all’interno di launchpad: il portale del software creato da Canonical che è diventato così diffuso e ricco di utenti che oggi vi si può trovare quasi qualsiasi programma fatto per gnu/linux. In caso di software non presente nei repo spesso gli sviluppatori rilasciano il .deb per una più facile installazione, altrimenti si passa alla classica compilazione dei sorgenti.
Chakra attualmente ha una sua struttura di repo indipendente da Arch: durante questo passaggio ha accusato il colpo, essendo il database di Arch uno dei più ricchi della rete, ma si sta velocemente mettendo al passo. Ci sono i repo ufficiali della distribuzione nei quali si trovano la maggior parte dei programmi, oltre che un repo Ccr nel quale la comunità può aggiungere i pacchetti mancanti e maggiormente richiesti nei vari forum ufficiali. Tali pacchetti sono mantenuti da utenti volontari, quindi affidabili ma anche no, e non fanno rimpiangere troppo la mancanza di launchpad… considerate che centinaia di software vengono aggiunti ogni mese! Anche in Chakra ovviamente si può compilare i sorgenti alla più disperata, ma prima si può provare a cercare un software mancante nel repo Aur di Arch (l’equivalente Arch del ccr), ed installarlo tramite packer da terminale. Diciamo che il parco software di Chakra deve ancora crescere, ma lo sta facendo molto rapidamente.

Eleganti battiti d’ali nel cielo stellato
In teoria tutte e tre le distro, essendo basate su kde, dovrebbero offrire più o meno lo stesso impatto visivo, ma guardando con attenzione ci si accorge di tante piccole differenze estetiche. Kubuntu ad esempio offre un’esperienza kde più “pura”, cioè senza nessun tipo di personalizzazione, modifica o aggiunta al lavoro fatto dal team di sviluppo di kde, un po’ come Debian che equipaggia gnome così com’è. L’unica aggiunta è la splash di plymouth, che comunque è quella di Ubuntu tinta di blu e con una K in più…
Mint 12 kde non si discosta molto da Kubuntu, semplicemente aggiunge di default i wallpapers extra di kde, più alcuni suoi, e un paio di set d’icone aggiuntive. Una nota dolente da segnalare è nel boot: per scelta del team ci si presenterà il menù del grub e poi partirà il caricamento del sistema operativo con una semplice schermata nera, per niente bello a vedersi.
Chakra, a mio parere, in questo campo non ha rivali con le due distro qui confrontate, ma anche con diverse altre che ho provato del calibro di Mandriva e OpenSUSE. La magia parte dall’installer Tribe ben integrato, poi una splash screen fatta ad-hoc ed infine l’esclusivo tema Ronak che porta con se trasparenze ben calibrate, icone e loghi personalizzati. Insomma kde con un proprio carattere, un lavoro davvero notevole.

In picchiata sul nemico, un istante fra vita e morte
Vediamo ora l’aspetto velocità e reattività del sistema. La velocità di boot è un’aspetto marginale perché è meglio un caricamento di due minuti per avere poi un buon sistema operativo piuttosto che una schifezza caricata in dieci secondi, però è un test che ho fatto e tanto vale riportarvi il risultato. Indipendente dalla potenza del mio pc, la proporzione percentuale è plausibile considerando che i tre sistemi guest sono equivalenti a livello di risorse dedicate. Cronometrando dal logo di virtualbox fino al caricamento del desktop:
Kubuntu 11.10, 25 secondi
Mint 12 kde, 22 secondi
Chakra 2012.02, 17 secondi

Riguardo al reale utilizzo tutte e tre hanno ottima fluidità e reattività. Kubuntu e Mint sono perfettamente identiche, si ha però l’impressione che Chakra sia un po’ più leggera e rapida, forse per il fatto di non aver “inquinato” il pc con rimasugli di gtk, o forse per l’assenza di servizi e moduli superflui che la famiglia Ubuntu tende a caricare, o forse per le migliori performance di kde 4.8.

Il regno dei draghi è un luogo sicuro?
Non voglio dilungarmi anche sul discorso sicurezza, perché sappiamo tutti quanto i sistemi GNU/Linux sia affidabili, però voglio segnalarvi una questione molto importante. Uno dei principali motivi per cui possiamo non preoccuparci dei malware è che i pacchetti che installiamo sono “firmati” dallo sviluppatore prima di essere messi sul server, tramite una specifica chiave di codifica. Questo ci assicura che solo software verificato possa arrivare al nostro pc, evitando così di installare software contraffatto.
Canonical, su launchpad, da sempre firma ogni singolo pacchetto inserito nei repo quindi basta non aggiungere repo o deb a caso e possiamo dormire sonni tranquilli.
Chakra deriva da Arch, che per incomprensibile scelta non adotta questa politica: tutti i pacchetti sono dei semplici archivi fatti senza alcuna firma o controllo. Quando lo scorso anno Chakra si è distaccata da Arch, creando dei propri repo, ha affrontato giustamente la questione ed è iniziato il processo di firma dei pacchetti tramite chiavi degli sviluppatori. Purtroppo, al momento attuale, gran parte dei pacchetti nei repo ancora non sono firmati. Mi auguro che entro quest’anno possano finire il lavoro al 100%, è un aspetto di primaria importanza.

chakra-2011.12-screen

Breve tregua prima della battaglia finale
Finora ho esposto tutti i riscontri oggettivi dei test che ho fatto, quindi dal punto di vista pratico vi lascio a trarre da soli le vostre conclusioni e preferenze, io mi limiterò ad un commento personale.
Come avete letto nessuna delle tre distro è migliore in assoluto, tutte hanno pro e contro e ritengo che tutte e tre siano estremamente valide, basta solo provarle e valutare quale sia più adatta a noi, tenendo conto di quanto detto finora. Tenete in considerazione anche l’impegno e il supporto degli sviluppatori: Kubuntu si è fatta un nome ed ha alle spalle un colosso come Canonical che sviluppa le basi della distro con un’altissima efficienza e velocità negli aggiornamenti, anche se l’implementazione di kde è compito della comunità. Mint è guidata dal team di Lefebvre, gente che lavora con la testa e sa come mettere a proprio agio l’utente con il suo pc, il supporto deriva comunque da Canonical. Chakra è una distro molto giovane ma che sta crescendo (sia nella qualità che nell’utenza) in modo incredibile e, differenza delle altre due, è fatta e supportata interamente dalla sua comunità, con tutti i pro e contro del caso: è flessibile e “democratica” ma gli è più difficile gestire alcune questioni (es. come dicevo prima, la sicurezza dovuta alla firma dei pacchetti).
Se volete una distro solida da costruire passo passo secondo le vostre necessità dovreste scegliere Kubuntu. Se volete la massima semplicità, non dover far nulla oltre l’installazione, se non vi dispiace convivere con programmi gtk e vi piace il team alla menta allora scegliete Mint. Se siete utente abbastanza navigati, se volete non dover mai più reinstallare il sistema operativo ed avere un’esperienza kde alla massima potenza, allora Chakra fa per voi.

Oggi i draghi rivali si presentano in questo modo, ma il loro percorso d’addestramento li sta preparando alla sfida finale con l’arrivo delle lts, vedremo verso l’estate quale dei tre prevarrà oppure se, come allo stato attuale, ognuno avrà le sue potenzialità e i suoi difetti che permetteranno all’utente di scegliere semplicemente il più adatto alle proprie necessità.

–Articolo richiesto da Sekhemty :)

“Comunque come ti dicevo… il gambero è un frutto del mare, e lo puoi fare sia arrosto che bollito, grigliato, al forno, saltato, c’è lo spiedino di gamberi, gamberi con cipolle… zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria, gamberi con le patate, gamberi al limone, gamberi strapazzati, gamberi al pepe… minestra di gamberi, stufato di gamberi, gamberi all’insalata, gamberi e patatine, polpette coi gamberi, tramezzini coi gamberi…… e questo è tutto mi pare…..”

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7 Risposte to “Draghi a confronto: Kubuntu 11.10 vs Linux Mint 12 KDE vs Chakra Linux Archimedes 2012.02”

  1. Ale Says:

    Complimenti per la panoramica, letto un po’ in ritardo ma comunque ancora interessante.

  2. jack laden Says:

    mha…..le avevo provate già tutte e tre tempo fa.
    Partiamo dal principio: sono un utente KDE dipendente, ho provato Gnome in tutte le salse (Gnome 2; Gnome 3; Unity; Cinnamon; Shell; et simili tipo Xface ed Lxde ) ma non fa per me, mi mette a disagio e non riesco a farci amicizia.
    Kubuntu è stata la mia prima distribuzione linux, sono più di 5 anni che la uso ed ha fatto passi da gigante. La sto usando anche adesso sul mio notebook (mentre è in pianta stabile sul pc fisso a causa di mia moglie che mi vieta di metterci mano :D ), mi ha fatto sputare sangue all’inizio ma col tempo e l’esperienza è migliorata tantissimo. La cosa peggiore e che viene continuamente bistrattata da Canonical.
    Linux Mint ha resistito un giorno sulla mia seconda partizione. Sarà valida come Kubuntu, sarà migliorata l’esperienza utente ma a me sembra un orribile mescolanza di Qt-Gtk….è come se uscissi in camicia hawaiana, cravatta, jeans tagliati sopra le ginocchia e sandali japponesi……orribile.
    Chakra occupa la mia seconda partizione in pianta stabile da un bel pò ( almeno un annetto).
    Installazione facile e fulminea (però consiglio prima di lanciare tribe di preparare la partizione formattata con kparted ).
    Stile ( di default) molto sobrio, curato e funzionale. parco software nella media ( per un utente come me)
    molto veloce e reattiva in genere, spero che migliori la gestione dei pacchetti con interfaccia grafica ( comunque, secondo me, pacman è di gran lunga migliore di apt-get o dpkg in linea di comando)
    Bundle poco reattivi rispetto ai software Qt. alcune volte mi è capitato che l’installazione sia “fagliata” miseramente, sopratutto di chromium
    nel complesso la definirei come “una distribuzione adolescente”, quasi pronta per essere matura ma dal comportamento imprevedibile.
    La comunità di Chakra ascolta gli utenti e li stimola a collaborare anche chiedendone un semplice parere tramite sondaggi ( ad esempio sui software da includere nel cd/dvd) mentre gli utenti di Kubuntu hanno sempre cercato di partecipare attivamente allo sviluppo della distro raccogliendo idee e sottoponendo richieste agli sviluppatori che per la stragrande maggioranza delle volte hanno ignorato.
    Buon fine settimana a tutti

    P.S: complimenti per la recensione. a mio parere molto curata ed aderente alla realtà.

    • MasterPJ Says:

      grazie :)
      Un paio di cose: nei prossimi giorni/poche settimane appset sarà sostituito da apper, cosa MOLTO positiva per qualità e semplicità, quindi già un punto negativo che ci togliamo da Chakra (in attesa dell’arrivo di Akabei e Shaman). Per quanto riguarda i bundle hai ragione sulla reattività, ma è efficiente per non introdurre pacchetti gtk nei repo. Cmq sto tentando per alcuni casi, tipo Firefox, che forse conviene scaricare ed usare i binari direttamente fatti da Mozilla: più velocità e semplicità di update. Appena ho finito coi test ci faccio un articolo :)

  3. Sekhemty Says:

    Grazie per il dettagliatissimo articolo.
    Personalmente penso di orientarmi su Kubuntu o Mint, trovo la pacchettizzazione .deb piuttosto comoda e versatile e mi secca rinunciarvi.
    Comunque prima di testare (e finalmente scegliere) attenderò di mettere le mani su Kubuntu 12.04 e Mint 13.
    E nel frattempo si è inserita anche l’opzione Cinnamon, ma al momento mi sembra un pò troppo acerbo per poter costituire un’alternativa valida per l’utilizzo comune.

    • MasterPJ Says:

      Vero, Cinnamon è molto giovane. Considera però che negli ultimi due mesi è migliorato come dalla notte al giorno, personalmente ho ottime speranze che entro maggio (mese di pubblicazione di Mint 13) sia a punto. E detto sinceramente, già allo stato attuale ( 1.3.1 ) lo trovo migliore e più usabile sia di shell che di unity.
      Tornando a noi, Mint KDE non mi fa impazzire per via che è kubuntu con tanti software gkt aggiunti. Sicuramente kubuntu, o cmq restare nella famiglia che usa i deb, è la scelta migliore in termini di semplicità, la 12.04 lts sarà un’ottima distro.

  4. ylian89 Says:

    Io sto provando SUSE linux con il KDE, e devo dire che è veramente sorprendente! Molto veloce e non da per niente seccature

    • MasterPJ Says:

      Io ho provato openSUSE 14 ma non mi ha entusiasmato… mi ha dato un senso troppo microsofteggiante, o cmq di una distro per pc aziendale. Sulla qualità non so dirti, solo che non mi ha fatto sentire a mio agio nell’utilizzo.


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