USB multiboot – parte 2/3

usb multiboot

Eccoci ritrovati con la nostra fiammante chiavetta multiboot!
Oggi vi spiegherò la parte più delicata e complicata: come configurare tramite un pratico menù l’avvio delle iso di Ubuntu. Faccio notare che Ubuntu stesso ha un suo tool per creare questo tipo di usb, con la differenza che non si possono mettere più iso diverse.

Tutto funziona tramite un unico file, che dovrete creare con un editor di testo base (Wordpad su Windows, NON il blocco note, o gedit/kate/leafpad su Linux, in base alla vostra distribuzione) e chiamarlo: menu.lst. Copiatelo nella vostra usb e createci anche una cartella ISO, dove più avanti copierete le immagini dei LiveCD. A questo punto la vostra usb dovrebbe avere questo aspetto:

grub4dos base

Ora andiamo ad imparare la configurazione di Grub4DOS, facendo l’esempio di dover inserire la iso di Ubuntu LTS Lucid Lynx, chiamata: ubuntu-10.04-desktop-amd64.iso. Copiate l’immagine nella chiavetta all’interno della cartella ISO. Aprite il file menu.lst, fate copia-incolla del seguente paragrafo e vediamo cosa significa:

title Ubuntu 10.04 Lucid Lynx – 64bit
find –set-root /ISO/ubuntu-10.04-desktop-amd64.iso
map /ISO/ubuntu-10.04-desktop-amd64.iso (0xff)
map –hook
root (0xff)
kernel /casper/vmlinuz file=/cdrom/preseed/ubuntu.seed boot=casper iso-scan/filename=/ISO/ubuntu-10.04-desktop-amd64.iso quiet splash —
initrd /casper/initrd.lz
boot

ODDIO COS’E’??? Si è stata anche la mia reazione. Respirate profondamente, alzatevi, date da mangiare all’iguana e quando siete pronti torniamo a noi. Prese una alla volta queste righe di comando non sono poi così difficili, dunque:

  • title: di seguito bisogna mettere il nome che identifica il sistema operativo associato alla iso.
  • find –set-root: dice al pc che la base di partenza per il boot è la iso. In questo modo il pc tratterà quella iso come se fosse un qualsiasi cd inserito nel lettore.
  • map e map –hook: fanno in modo che la iso sia mappata caricata subito in RAM.
  • (0xff): indicato anche alla prima riga map, serve ad assegnare un numero alla iso, come fosse un normale hard disk.
  • kernel: di seguito bisogna mettere tutto quello che serve per trovare il kernel del sistema operativo (cioè il cuore che lega e fa funzionare tutto) all’interno della iso. A parte il percorso, gli altri sono parametri che sinceramente non è chiaro cosa facciano, sono indicati come necessari nel wiki di Ubuntu.
  • initrd: percorso dell’omonimo file che contiene tutte le informazioni necessarie per caricare il sistemo operativo.
  • boot: avvia il caricamento del LiveCD

Facendo la prova di boot da chiavetta potreste ricevere l’errore: “file for drive emulation must be in one contiguous disk area”, accade perché la iso si è frammentata durante la copia su chiavetta. Questo è il punto debole di Grub4DOS: vuole che le iso siano tutte d’un pezzo, altrimenti non le carica. Fate molto prima a cancellarla e ricopiarla piuttosto che fare la deframmentazione (che non fa fisicamente bene a un usb, fra l’altro).

Ora avete avviato Ubuntu: noterete che è partita la modalità live direttamente. Infatti questa configurazione mira diretta alla live perché passare tramite il boot loader interno di Ubuntu (isolinux) genera incompatibilità e conflitti.

Ok, ora che abbiamo imparato come funziona il file menu.lst, nella prossima puntata vedremo come aggiungere altri sistemi operativi e come personalizzare il menù. Alla prossima!

USB multiboot – parte 1/3

USB multiboot – parte 3/3

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