Rubrica “Il terminale” – comando “split”

gnome-terminal
Se per qualche motivo (ad es. una chiavetta da 8 GB formattata in fat su cui dovete mettere un file più grosso di 4 GB) dovete dividere un file in più parti, cosa fate? Una possibilità è ricorrere a gzip e creare degli archivi .rar sfruttando la funzione di didivere l’archivio in tanti sotto-archivi più piccoli, ma è una soluzione alquanto scomoda, specie con file grandi e complessi poiché richiede molto tempo e capacità di elaborazione del processore.
Esiste un’altra soluzione?
Probabilmente più d’una, ma essendo questa una rubrica sul terminale, vi propongo un comando già presente di default in tutti i sistemi Unix!

Split è un comodo comando che, come fa intuire il nome, permette di splittare (dividere) file di qualsiasi dimensione in pezzi della dimensione voluta in un’istante!

Per la fase di splittaggio, questa è la sintassi:

split opzioni file prefisso

mentre per la ricostruzione del file completo:

cat prefisso* > file

Detto così non è molto chiaro, vero? Meglio procedere quindi con un esempio.
Ipotizziamo di avere nella nostra home un file (prova) di 100 MB che vogliano ridurre in parti da 10 MB; questa sarà la sintassi:

split -db 10m prova.mp4 prova-

Split è il nostro comando, le opzioni che ho usato vi saranno chiare tra poco, quello che dovete capire ora sono prova e prova-. Come indicato sopra il primo indica il file di riferimento, quello che vogliamo divedere, mentre il secondo indica il nome che avranno i vari pacchetti generati a cui verrà aggiunto, dal software, un suffisso che indica l’ordine in cui vanno ricombinati. Di default split usa due lettere dell’alfabeto e procede in quest’ordine: aa, ab, ac, ad, ae…

Quando poi vogliamo andare a ricomporli nel file originale:

cat prova-* prova.mp4

Cat si usa in questo caso per ricomporre il file nel suo stato originale, prova-* costituisce il prefisso dei vari pezzi di file (l’asterisco sostituisce i valori progressivi, basta quindi inserire la radice più l’asterisco), mentre prova.mp4 indica il nome che avrà il file completo.

Spiegazione principali opzioni utili

a
modifica il numero di suffissi usati, di default è due e sono usate le lettere (676 combinazioni possibili), se prevedete che i file generati saranno in numero maggiore conviene aumentare tale limite a 3 (17576 combinazioni possibili). La sintassi sarà: -a3;
b
divide il file nel numero N di byte indicati, ma possono anche essere usati dei suffissi moltiplicatori; “b” moltiplica N per 512, “k” moltiplica N per 1k (quindi mille byte), “m” moltiplica N per 1 milione aka 1 MB;
d
sostituisce il suffisso di default in lettere con uno formato da numeri. Se non specificato diversamente saranno solo due, quindi max 100 combinazioni possibili.

Ovviamente non dovrete modificare per nessun motivo il nome dei file generati, pena l’impossibilità di ricostruire il file originale.

Come vedete non è particolarmente difficile, una volta capita la logica non avrete più alcun tipo di limite, anche se non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda!

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