Linux Mint Debian, ci siamo quasi…

mint_debian_logo

A giorni dovrebbe uscire dalla fase RC l’ultima incarnazione di Mint basata su Debian testing, l’ho trovata decisamente migliore rispetto a com’era lo scorso inverno. Ci sono però ancora diverse pecche…

La versione presa in esame è la 201108 RC 32bit con Gnome, la Xfce non l’ho provata perché per i miei gusti è troppo limitata.
Come ormai tutti sanno LMDE è una distribuzione rolling release, cioè che resta aggiornata senza bisogno di nuove installazioni, ma gli sviluppatori hanno da poco introdotto una novità che può cambiare radicalmente le carte in tavola: gli update packs. In pratica i repo di LMDE seguono sempre quelli di Debian testing, ma gli aggiornamenti importanti arrivano dopo un ragionevole periodo di prova di circa un mese, in modo da avere maggior stabilità. In pratica è una distro rolling ma allo stesso tempo più stabile del normale. Questa intuizione può fare la differenza per chi (me per primo) è sempre stato attratto dal sistema rolling ma non ci si è mai buttato fino in fondo per non incorrere in frequenti problemi ed instabilità.

Ma in cosa si differenza LMDE rispetto a Debian testing (analizzato in un mio precedente articolo)?

  • L’estetica è più curata: il tema Mint-X è sempre bello e pulito.
  • I caratteri sono migliorati, più morbidi e leggibili.
  • L’installer è più semplice ed immediato
  • A differenza di Debian, “sudo” è già pronto ed avremo un’unica password per semplificare le cose, proprio come su Ubuntu.
  • Grazie ai repo di Mint troviamo già installati Firefox, Thunderbird, i codec multimediali proprietari, flash e Java.
  • Il Mintmenu e l’update manager sono comodi e fanno bene il loro lavoro.

C’è ancora però del lavoro da fare per rendere LMDE funzionante ed immediato quanto Ubuntu, a causa di alcune lacune che si porta dietro da Debian (e da gnome stesso):

  • Installare driver proprietari può essere un problema: non c’è un programma che fa tutto in automatico, vanno installati i pacchetti da synaptic e va configurato xorg a mano. E’ un difetto fastidioso e potenzialmente complesso per i meno smaliziati.
  • Di base non ci sono effetti grafici. Bisogna installare e configurare compiz, ma a volte bisogna faticare un po’ per far funzionare tutto. Una lacuna rilevante.
  • Non c’è un programma per gestire la localizzazione nelle varie lingue: per alcuni programmi, come Libreoffice, vanno installati i pacchetti di traduzione.
  • Durante l’installazione, il partizionamento dei dischi va fatto a mano con gparted. Elementare per alcuni, forse complicato per molti.
  • LMDE è rolling ma Firefox e Thunderbird sono aggiornati da cani: il repo di Mint inspiegabilmente non aggiorna alle ultime versioni se non dopo MESI, mentre quello di Debian testing lasciamo perdere… L’unica cosa da fare è aggiornare tramite i repo di Ubuntu su launchpad e forzare la versione in questione da synaptic.
  • Il boot è molto spartano: prima c’è la videata del grub (del tutto superflua per me) e poi nessuna splash ma è tutto testuale. La cosa buona è che il boot è rapido, purtroppo da vedere non è il massimo… meglio la schermata nera di Katya piuttosto.
  • Anche con il sistema degli update packs LMDE resta pur sempre una rolling e come tale più soggetta a bug, per esempio ancora va editato un file con gedit per fare l’autologin.
  • A voler essere pignoli il software manager andrebbe rivisto esteticamente, soprattutto ora che Canonical sta aggiornando il suo per renderlo più accattivante.

Un ultimo appunto lo voglio fare sulle iso. Debian testing generalmente si installa da una mini iso che poi prende il software necessario online, purtroppo questo richiede molto tempo. LMDE è l’opposto, la iso è di circa 1gb e l’installazione è rapida però ci troviamo installati di default un sacco di software inutili, o più di uno per lo stesso scopo. Perché questo? Non lo so, forse per mantenere la politica “pronti out-of-box” ma credo ci vorrebbe una via di mezzo, una iso da 700 mega con il software più importante e il resto eventualmente lo aggiunge poi l’utente, sennò il tempo perso a far questo lo spendi comunque a rimuovere i programmi in eccesso.

Come avrete notato i passi avanti rispetto al puro Debian testing (e al passato) ci sono e si vedono, mi sento di promuovere il lavoro svolto finora, anche se per il bacio accademico bisogna raggiungere qualche traguardo di usabilità in più. Ovviamente allo stato attuale è ancora una distro sconsigliabile per i principianti, infatti bisogna essere capaci di fare qualche ritocco manuale.
Se questo LMDE continuerà a migliorare di questo passo, fra un anno potrebbe diventare una distro leggendaria!

“Linux Mint Debian is legen- wait for it……… DARY!”

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