Sharp quattron, etica dei colori

Quattron Sharp
La Sharp è una società giapponese che ai giorni nostri è molto famosa per aver immesso sul mercato la nuova tecnologia Quattron che prevede l’aggiunta del colore giallo al sistema RGB (rosso, verde, blu) che domina da tempo immane nella trasmissione dei colori sui televisori (e non solo).
Ma questa “tecnologia” è realmente una scoperta sensazionale o è l’ennesima trovata commerciale?

Il concetto di colore è prettamente umano, ma lo si può estendere a tutto il regno animale (chiaramente solo in quelli che li percepiscono) poiché gli occhi di cui noi siamo dotati, nascono da un gene che non appartiene solo alla nostra specie, esso era già presente nei nostri genitori prima che ci dividessimo in tutte le attuali specie che popolano il nostro pianeta. L’occhio, per quanto sia differente in tutto il regno animale ha un’origine comune.
Ma se l’occhio è comune a noi, lo stesso non si può dire per una qualsiasi forma di vita venuta da un altro mondo quindi dobbiamo specificare cos’è il colore ad un livello universalmente valido.
Quello che il nostro sistema visivo percepisce come colore è in realtà una piccolissima parte di tutte le frequenze possibili delle radiazioni elettromagnetiche. La luce è un’onda che si muove nello spazio con una lunghezza d’onda e una frequenza che variano e il nostro occhio è in grado di percepire la variazione della lunghezza d’onda entro un limitatissimo range.

Spettro luce
(clicca per ingrandire)

In altre parole quelli che noi discriminiamo come colori sono solo onde elettromagnetiche che differiscono di qualche centinaio di nanometri e nulla più.
Perché alcuni oggetti hanno un colore e altri un altro?
Il motivo di questo è dato dal fatto che gli oggetti assorbono determinate frequenze delle onde e ne riflettono altre; quelle riflesse giungono ai nostri occhi (sulla retina) e stimolano in modo diverso i 3 fotorecettori sensibili a 3 diverse lunghezze d’onda (i coni), questa stimolazione viene trasmessa al cervello che, combinando le diverse risposte ci fa percepire differenti colori.

Queste sono cose note dai tempi della scuola, ragion per cui sono stato sintetico e non mi sono dilungato troppo, ora andiamo avanti; abbandoniamo il campo della fisica e della fisiologia per addentrarci in quello della psicologia percettiva.
La percezione di un determinato colore non primario può essere ottenuta in due modi, mescolanza additiva o sottrattiva.
La mescolanza additiva si avvale del sistema percettivo umano e si avvale di alcune leggi fisiologiche a cui il sistema risponde, per dare la percezione di un colore piuttosto che un altro. E’ un sistema che inganna solo l’uomo poiché sistemi elettronici atti a percepire le frequenze delle onde riflesse dagli oggetti, non capta il colore percepito dall’uomo, ma vede la reale combinazione di onde elettromagnetiche che sta alla base del trucco. Il modello RGB è un sistema di rappresentazione dei colori di questo tipo.
La mescolanza sottrattiva invece è un fenomeno fisico per cui la combinazione di due colori assorbe determinate lunghezze d’onda e ne riflette altre, in questo caso il colore percepito è effettivamente della lunghezza d’onda a cui appartiene e anche gli strumenti elettronici lo confermano. Il modello CMYK è un sistema di questo tipo.

Non c’è un sistema migliore in assoluto, i televisori usano il sistema RGB, mentre le stampanti il CMYK, ma entrambi danno risultati che nel quotidiano abbiamo tutti potuto apprezzare come soddisfacenti.
Il sistema a mescolanza additiva, per determinare quale % dei tre colori base serve per creare gli altri usa questo diagramma:

Diagramma colori
(clicca per ingrandire)

Quello a mescolanza sottrattiva invece è un po’ più complesso e si procede più per campionatura e interpolazione che altro.
Abbiamo quindi il sistema RGB a 3 colori e il sistema CMYK a 4, solamente perché la combinazione dei 3 colori (ciano, magenta, giallo) non da il nero ma un colore più vicino al marrone, l’aggiunta del nero è stata quindi una scelta obbligata (nelle stampanti), ma nessuno dei due è in grado di generare tutti i colori percepibili dall’occhio umano così come nessuno dei due è in grado di riprodurre perfettamente tutti i colori del sistema concorrente.

Fa quindi ora la sua comparsa la “tecnologia” quattron.
Se controlliamo il diagramma postato precedentemente, possiamo vedere che il giallo è un colore già presente e perfettamente riproducibile combinando rosso e verde nella sintesi additiva.
Quindi a che scopo aggiungere questo colore nell’RGB?
E’ una domanda a cui non riesco a trovare risposta ed evidentemente nemmeno i tecnici della Sharp visto che non sono riusciti a dare nessuna spiegazione scientifica valida a dimostrazione dell’utilità del loro operato, così mi son detto: “Perché non fare un test dal vivo?”
Sono stato in più centri commerciali e a casa di gente che possiede questo strano televisore e ho notato delle nette differenze!
Nei centri commerciali sui televisori vengono proposte immagini ad hoc dove c’è una netta prevalenza di giallo brillante e i televisori sono messi a fianco di “normali televisori” per mostrare le differenze ma non solo, nei televisori della Sharp si può notare una luminosità a dir poco fastidiosa e dei colori estremamente artificiali con una saturazione estremamente elevata. Cosa comporta questo? Immagini estremamente innaturali e dopo poco anche fastidiose.

Per fortuna il vero banco di prova di questi apparecchi non è la pubblicità, ma la prova in casa.
Ho potuto vedere all’opera un televisore dotato della “tecnologia” quattron con immagini provenienti da una console XBOX 360 e ho potuto constatare di persona che con un televisore normalmente impostato la qualità dell’immagine non cambia.

Riassumendo, la Sharp non trova fondamenti nella teoria dei colori, non porta prove scientifiche valide a favore dei suoi prodotti e, per quello che conto io al mondo, non mi ha mostrato nessuna differenza nella realtà domestica.

Continuiamo ad abboccare come pesci all’amo oppure ci ribelliamo contro le continue prese in giro dall’ultimo ritrovato in fatto di marketing?

“…e in culo anche il jazz!”

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