Kubuntu, guida ai repository e all’update di KDE

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Negli ultimi giorni ho nuotato nella disinfomazione, che in rete regna sovrana, riguardo ai repository di Kubuntu e a come tenere aggiornato kde. Dopo diverse ricerche e alcuni test sul mio portatile (con Kubuntu 11.10, versione con la quale ho fatto questa guida) mi sono chiarito le idee e le vorrei condividere con voi, se può esservi utile.

Per come è sviluppato oggi, kde ha bisogno di essere aggiornato quanto più possibile all’ultima versione. Non c’è una release “stabile” che dovrebbe essere mantenuta a lungo, o adatta particolarmente per una lts, è un ambiente ormai stabile e gli update sono generalmente piccoli ma preziosi, per avere qualche miglioria e soprattutto per i bugfix.
Il problema è che Kubuntu (e molte altre distro kde) propongono una certa versione e li si fermano finché non arriva l’ultimo bugfix di quel ramo. Esempio: l’attuale Kubuntu 11.10 viene fornita con kde 4.7.1 e così resterà fino alla 4.7.5, che dovrebbe arrivare in automatico. Il problema è che passano sempre molti mesi nel frattempo e ci perdiamo tutte le correzioni intermedie.
Come fare quindi? Tramite repository è possibile stare al passo con i bugfix, o addirittura entrare nel ramo successivo quando sarà disponibile (cosa che non mi azzardo a consigliare, quando sarà il momento credo sia meglio e più sicuro installare la nuova Kubuntu piuttosto). Prima però facciamo un po’ di chiarezza per capire i repository e cosa fanno esattamente.

Di default sono disponibili 4 repositori per gli aggiornamenti:

  • Di sicurezza importanti: abilitato di default. Ovviamente va lasciato così per avere nel più breve tempo possibile i bugfix di sicurezza più importanti.
  • Consigliati: abilitato di default. Questo utile repo ci fornisce bugfix di rilevanza non critica ma comunque importanti, oltre che nuove versioni e correzioni per i programmi installati.
  • Proposti: disabilitato di default. Da qui ci arrivano nuove versioni di tutti i pacchetti installati, anche per fare dei test di stabilità prima di passare in uno dei primi due. Il più delle volte non danno problemi ma possono verificarsi instabilità anche gravi o errori nelle dipendenze, il pericolo maggiore può stare in un bug del kernel delle librerie non testati a fondo. Non consiglio di usare questo repo, ma nel caso voleste provare dovete essere consapevoli che potreste andare incontro a dei problemi.
  • Non supportati (backports): disabilitato di default*. Qua dentro troviamo versioni del software presenti nella versione successiva di Ubuntu in sviluppo, quindi potenzialmente molto instabili. Un repo da non abilitare, secondo me.

* Inspiegabilmente, per la prima volta sui nostri schermi la famiglia oneiric ocelot ha questo repo abilitato di default. Non so perché ma è così. Su Kubuntu 11.10, per colpa di Muon, c’è un bug che non permette di disabilitare i repo per via grafica da sorgenti software, facciamolo quindi alla vecchia maniera:

sudo kate /etc/apt/sources.list

a questo punto cercate la riga del repo backports:
deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ oneiric-backports main restricted universe multiverse

e aggiungete all’inizio un paio di cancelletti, in modo che diventi:
##deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ oneiric-backports main restricted universe multiverse

Salvate e chiudete kate. Poi da terminale date:

sudo apt-get update

Ora se dal gestore pacchetti Moun entrate nelle sorgenti software il repo backports non sarà più selezionato.

Sistemato questo torniamo a noi, da dove aggiorno alle nuove versioni di kde? Ci sono due modi: abilitando il repo “aggiornamenti proposti” oppure aggiungendone uno esterno dedicato a questo scopo, con il seguente comando da terminale:

sudo add-apt-repository ppa:kubuntu-ppa/ppa

Qual’è il metodo migliore? Il secondo, quello del repo esterno ed il motivo è molto semplice: il fatto è che così aggiorneremo solo i pacchetti strettamente legati a kde e ai suoi programmi nativi (e questo è bene), mentre dai “proposti” riceveremo aggiornamenti, forse instabili, per tutti i pacchetti della distro: kernel, librerie, samba, driver, ecc… (e questo è male).
Quindi, una volta aggiunto il nostro repo diamo:

sudo apt-get update
sudo apt-get dist-upgrade

Et voilà! Kde sempre aggiornato costantemente, in automatico e in modo sicuro 🙂

“BASTA! Ne ho abbastanza di questo posto: non abbiamo da mangiare, non abbiamo un lavoro… E LE TESTE DEI NOSTRI UCCELLI SI STACCANO!”

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