Da Gnome 2 a Gnome 3, regressione o rivoluzione?

gnome3-logo
Da quando ho provato gnome shell su Ubuntu 11.10, io e MasterPJ non siamo più d’accordo su molti aspetti che lo riguardano, infatti non passa giorno che noi non si discuta sui pro e i contro. Ecco che quindi, rispondo al suo precedente articolo.

La sua introduzione mi piace e la tengo buona fino al punto in cui la sua scintilla di positività si spegne, è a quel punto che il mio articolo parte. I limiti che lui definisce tali, sono davvero tutti dei limiti? A mio avviso no.
La minimizzazione, funzione molto comoda con cui molti di noi non hanno convissuto, ci hanno proprio dipeso è stata tolta. Volenti o nolenti siamo quasi tutti nati su computer windows dove c’era un solo desktop e minimizzare era l’unica scelta possibile quando la mole di programmi aperta era considerevole. Nelle interfacce per linux, che io sappia, ci sono sempre stati più desktop, su un solo pc; questo era utile per evitare di concentrare tutte le attività in una sola finestra creando una sorta di caos in cui si era obbligati a minimizzare e deminimizzare ogni volte le finestre. Gnome shell elimina la minimizzazione, è vero, ma lo fa per due motivi: 1. abituare l’utente all’uso del multi-desktop; 2. shell è concepito per migliorare la cooperatività del multi-desktop. Proprio così, a differenza di quanto era fino a gnome 2.3, ora i vari desktop non consistono più in un mero passa dallo schermo di qua, a quello di la; rifacendosi al cubo di compiz, le finestre cooperano tra di loro e sono molto più collegate e interattive, riorganizzarle  diventa molto più rapido e produttivo, inoltre sono infinite e al tempo stesso una sola perché, nella schermata dove sono raccolti i vari desktop, si possono far interagire tra loro programmi e file che sono in una schermata, con quelli di un altro. E’ sparita la minimizzazione si, ma i vantaggi che ne conseguono sono davvero inferiori agli svantaggi? Non credo.
Il pulsante spegni è diventato una questione di principio. Per me, il team gnome non lavora per NOI, lavora per SE’ cercando di darci qualcosa che ci può piacere, ma se così non è siamo liberi di cambiare DE. La filosofia GNU/Linux è libertà per noi, ma anche per gli sviluppatori che hanno rilasciato una estensione che permette di ripristinare il tasto spegni com’era finora. Per me la filosofia linux è rispettata, se non ti piace puoi cambiare il software come meglio credi, gnome lo permette, gli sviluppatori l’hanno reso possibile. A chi sta bene così se lo tiene, chi odia dover premere il tasto alt, aggiunga l’estensione. Inoltre il team gnome spiega ufficialmente il cambiamento così:

If you want to power off your computer entirely, or do a full restart, first log out by clicking your name on the top bar and selecting Log Out. You will be returned to the login screen. On the login screen, click the power icon on the top bar and select either Restart or Power Off.
If there are other users logged in, you may not be allowed to power off or restart the computer, because this will end their sessions. If you are an administrative user, you may be asked for your password to power off.
If you need to power off or restart quickly, you can do it without logging out. Click your name on the top bar, then hold down the Alt key. The Suspend option will change to Power Off. Select this to power off or restart.

Ecco che una motivazione valida al tasto spegni viene data, non è una scelta a caso o un capriccio.
L’editor per modificare l’estetica non è vero che non c’è, c’è eccome e si chiama gnome tweak tool, permette di gestire un po’ di cose circa shell e mi sembra lo faccia bene. E’ un progetto ufficiale del team gnome, l’unica pecca è che non è installato di default, certo se così fosse sarebbe meglio, ma non vi muore la zia se fate la fatica di installare qualche software! Se volete fare modifiche allora dovete armarvi di buona volontà e fare quello che va fatto, se invece vi sta bene com’è shell già di base, perché dovreste volere un software che non usate?
Non ci sono gli effetti grafici poiché mutter ha sostituito compiz. Oddio le finestre non tremano più! Gli effetti grafici sono una mera tamarrata solo per rendere il proprio desktop più cool. Avete 12 anni? Si, gnome shell è un problema. Avete 20 anni o più e usate il pc per lavoro? Tanto meglio se gli effetti grafici non ci sono, risorse risparmiate. Gnome shell è già un effetto di suo, penso che mutter sia solo giovane, presto migliorerà e arriveranno anche gli altri effetti grafici.
La barra superiore si può toccare eccome, quello che cambia è che molti utenti erano abituati a mettere i prog e file più usati lì, mentre ora devono usare la dash. E’ scomodo anche per me, non lo nego, ma solo perché la barra che uso di più si è spostata, le cose che utilizzo maggiormente ora stanno nella dash, devo solo abituarmi. La barra superiore permette ancora la personalizzazione comunque, è solo che i software presenti non vanno più bene e vanno riscritti. Gnome 3 non si stacca dal 2.3 a caso, è un’evoluzione, se fosse stata solo una miglioria ora staremmo usando gnome 2.4. Il problema è che si cerca ancora il desktop precedente in quello nuovo, non si considera però che è una nuova concezione di uso del computer, quindi un DE diverso, per forza di cose non può essere simile al suo passato. Non puoi cercare uno spremiagrumi in un’affettatrice!

Master riconosce anche lui il fatto che gnome 3 è un passo verso un differente uso del pc rispetto al passato, ma non ne è cosciente. Non è un insulto, quello che voglio dire è che lui è ancora legato al passato e non vuole in un certo senso mettere un piede in quello che gnome 3 vede come il futuro. Gnome aveva ha un nome molto forte nel suo mondo, un nome dovuto alle sue precedenti ottime qualità, ma il resto dei desktop environment (vedi KDE) gli mangia terreno perché gnome non è cambiato. E’ in funzione di questo che si sono rivoluzionati, basta con la fama, ora è il momento di restare nell’olimpo dei DE per nuovi meriti. Creerà sicuramente dello scontento in alcuni, ma anche restando così com’era con la versione 2.3 non piaceva a tutti, altrimenti come spiegare la popolarità di KDE? Dice Master: “l’essere umano per sua stessa natura è restio davanti ai cambiamenti, specie in un settore come l’informatica dove l’ignoranza dilaga violentemente” ha ragione, ne abbiamo parlato spesso in privato e tra i due il conservatore di solito sono io, lui è quello rivoluzionario, ma stranamente le parti qui si invertono. Il fatto è che l’uomo può larvare quanto vuole nel suo brodo, ma è solo grazie a chi non si contentava di ciò che già c’era che oggi noi siamo qui, se la gente si fosse accontentata a quest’ora saremmo ancora nelle caverne e non ci sarebbe stata nemmeno l’invenzione della ruota (so che prima c’è stato il fuoco, ma questa è una scoperta e non un’invenzione, ci saremmo arrivati comunque)! Il cambiamento c’è e ci sarà sempre, le menti più brillanti rivoluzionano il mondo e il progresso con i suoi sostenitori in un modo o nell’altro si trascina dietro anche i conservatori che presto o tardi, cambieranno le loro routine.

Gnome 3 non vuole attirare nessuno da niente, propone solo la sua offerta e la gente è libera di accettarla o rifiutarla. Non deve nemmeno niente a Canonical che ha sfornato il suo unity. Unity non ha nessuna novità in sé, ha solo un aspetto diverso, gnome shell invece È DIVERSO. Non è il meno dei mali, è un’alternativa. Forse la gente lo giudica male solo perché ora è cambiato e non lo riconosce più, cerca ancora il passato, ma come allora la loro scelta fu gnome 2 rispetto a tutto il resto, ora sono nuovamente al bivio e non hanno voglia di cambiare. Beh, fatti vostri, le possibilità ci sono. Apprezzo di più le persone che ciecamente migrano verso altri DE senza aver provato shell per il tempo dovuto, piuttosto che coloro che stanno alzando il polverone solo perché rivogliono il caldo abbraccio della routine. Uhè, uhè, rivoglio il mio giocattolo!

Le estensioni in arrivo sono un’ottima cosa, ma non sono un patch. Per la maggior parte, ripeto ancora una volta, sono la conseguenza del culo pesante di molte persone. Io sono favorevole alle estensioni, aggiungono a qualsiasi cosa funzioni che non erano state previste. Apprezzo le funzioni che aggiungono, accetto invece ma non apprezzo le estensioni volte al ritorno al passato.

L’unico punto in cui mi trova d’accordo è sul consumo di batteria, shell usando anche la gpu più di quanto non si facesse in precedenza la divora in poco tempo, sicuramente è un punto dolente. Il fatto è che i PC seguono una linea evolutiva diversa da quella degli accumulatori di corrente. Purtroppo sono le batterie che non riescono a migliorare, non si trova il modo per accumulare e portare grosse correnti in soluzioni pratiche. In questo senso il computer (portatile) fa a pugni con colei da cui dipende. Del resto non me la sento di criticare nemmeno shell, sarebbe ipocrita. E’ vero che gli altri desktop environment consumano meno, ma è anche vero che consumano più di un sistema operativo a riga di comando. Cosa facciamo allora, torniamo a sistemi operativi di generazioni fa? Non direi, allora capiamo una cosa, come symbian e android sono per cellulari, shell è solo per pc fissi o per chi non ha problemi di consumo di corrente, chi ha queste esigenze è costretto a scegliere altrimenti, vedi gnome classic (aka fallback) senza effetti.

Si commenta anche l’estetica di gnome, discorso opinabile. Il tema (visto che le mode lo vogliono sempre nuovo e diverso ad ogni release) richiede gente capace in grafica che va comunque pagata. Ora, io preferisco che il team che sviluppa un programma del calibro dei DE si impegni molto più nel programma stesso che non nel suo aspetto. Quando ti danno la versione base è più che sufficiente, chi vuole poi personalizzare l’estetica lo fa. La libertà di linux non è l’avere tutto pronto, ma il darsi da fare per avere quello che si vuole. Forse nel tempo ci siamo un po’ troppo abituati ad avere le cose già fatte e questo ci ha impigrito così tanto da ESIGERE cose su cui non abbiamo alcun diritto.

Porcaccia, alla fine a furia di discutere con MasterPJ finisco sempre con il sembrare un sostenitore di gnome shell quando in realtà, sul mio computer ho ancora ubuntu 10.04 con gnome 2.3! Personalmente mi ci trovo meglio, fatto sta che quando arriverà il momento di cambiare (mancano pochi mesi) cambierò e sarò comunque contento della mia scelta. Rivoluzionerò le mie abitudini, questione di qualche tempo ma alla fine troverò nuovamente la routine che tutti cercano. Certo concordo sul fatto che di lavoro da fare ce n’è sempre, ma non penso che il team gnome debba ascoltare le lamentele dei vari utenti, penso più debba procedere con la strada che ha intrapreso e, magari, ascoltare invece le voci di chi ha suggerimenti per migliorare sempre di più un prodotto.

Yogurt mio, mangio io!

3 Risposte to “Da Gnome 2 a Gnome 3, regressione o rivoluzione?”

  1. Sanzo Says:

    Tu puoi mantenere il vecchio gnome 2.3, il prezzo da pagare è però l’impossibilità di usare nuovi software o di fare qualsivoglia aggiornamento. Niente e nessuno ti vieta di usare ancora windows 3.1 o addirittura il dos (se sei un linuxiano invece la shell), però queste scelte hanno un prezzo. Non era semplice no poiché li librerie andavano comunque aggiornate e sono righe di codice che vanno scritte, controllate, ripulite dai bug e continuamente supportate, ci vuole personale pagato solo per tenere un progetto vecchio. Comunque in linea con i tuoi voleri c’è gnome classic, non è il 2.3 ma ci è più che molto vicino, puoi tranquillamente quindi restare con il vecchio aspetto.

    C’è qualcosa di più soggettivo della bellezza? Se non lo conosci guardati il quadro: “nascita di venere” del Botticelli, nel 1400/1500 quelli erano i canoni di bellezza, quella era quella che oggi si definisce una modella. Oggi giorno i canoni estetici sono completamente cambiati, donne che piacevano allora non piacciono oggi e viceversa. Oggi piacciono i seni prosperosi, gli antichi romani invece disprezzavano i seni che erano anche solo evidenti, tant’è vero che le donne romane fasciavano il busto per nascondere il seno. A te gnome shell non piace, ad altri si. “De gustibus non disputandum est” dicevano i latini.

    Difficile è per un italiano capire la lingua turca, difficile è per un destroso scrivere con la sinistra, difficile è tutto quello in cui non siamo abituati. Per i nostri genitori (quelli di una certa età) è difficile usare il computer nelle sue funzioni più basilari, installare un programma è un atto di fede perché si affidano ai miracoli compiuti dai loro figli che non fanno altro che cimentarsi in una pratica in cui sono abituati. Gnome shell? Questione d’abitudine.

    10 anni in campo informatico sono troppi per non avere cambiamenti, la legge di moore è in un certo senso un’evidenza in questo senso. La comunità comprende sempre il discorso della libertà alla rovescia. Gli sviluppatori sono liberi di fare un progetto e di portartlo dove vogliono loro, la comunità invece è libera di accettare o meno il progetto e anche di modificarlo secondo i propri gusti. Ti piace gnome 2.3? Fai come gli sviluppatori di mate che si sono creati il loro clone, questa è libertà, ma collettiva, non quella individuale dove tutti devono assecondare le libertà aka capricci dell’utente finale.

  2. ilbradipo Says:

    boh, sono d’accordo sulla libertà di scelta: se non ti piace non usarlo, se ti piace usalo.

    ma penso anche: perché devo adattarmi io al cambiamento senza poter mantenere ciò cui ero abituato da anni? non era più semplice mantenere anche il vecchio aspetto?

    lo trovo comunque brutto, non è tanto per la difficoltà ad adeguarsi (ma perché creare difficoltà poi?) quanto proprio perché è davvero brutto.

    se ho usato lo stesso DE per più di 10 anni, forse mi piaceva, mi scoccia essere obbligato a cambiarlo, sempre per il concetto di libertà

  3. MasterPJ Says:

    Allora:
    – mi sta bene la spiegazione data dal team Gnome riguardo il tasto spegni. Però in percentuale quanti pc viaggiano in multiutente in modo da richiedere questa concezione? Ambito aziendale no di certo, in ambito domestico forse ma in numero molto ridotto. L’estensione aggiunge spegni al menù, ma non toglie il termina sessione in ogni caso. Insomma, per razionalizzare lo spegnimento in una percentuale più che esigua di situazioni sono andati a rompere le scatole alla stragrande maggioranza dell’utenza gnome shell, non molto sensato a mio parere.
    – Per gli effetti grafici ti do ragione se parliamo di scritte a fuoco, cubo rotante e bimbominkiate varie. Prendiamo invece cose fini ma piacevoli alla vista: trasparenze delle finestre, menù che scompaiono in modo morbido con dissolvenza, gestione varia delle finestre con tasti personalizzati e in modi diversi da alt+tab. Una volta tutte queste cose potevamo modificarle a nostro piacimento, ora siamo vincolati. Non sarà una cosa indispensabile ma cmq una mancanza rispetto al passato, per quanto insignificante può essere per alcuni.
    – La barra superiore non la si può modificare invece, almeno non quanto in passato. Prima potevo spostare gli oggetti dove volevo, aggiungere molti applet, spostarla su un lato diverso dello schermo, impostare l’autohide, insomma di tutto. Anche qui c’è stata una regressione della flessibilità molto pesante.
    – Il discorso tema si è opinabile, dico solo che mentre altri DE riescono a fare un ottimo lavoro funzionale e ANCHE curare l’estetica, se Gnome non ce la fa può sembrare una mancanza sua piuttosto che un pregio degli altri. E non mi pare di aver visto anche solo impegno su questo senso, nessuno esige risultati ma almeno un briciolo di volontà. So che a te l’estetica importa poco ma nel 2011 non vedo perché dobbiamo accontentarci di avere dei brutti desktop. Anche l’estetica fa parte del progresso informatico, se è giusto che il progresso ci sia nelle performance e nell’usabilità, perché in questo no?
    – Gnome non vuole attirare nessuno, infatti è quello che sta facendo. Molti utenti stanno scappando e a ragion veduta. E’ vero che la libertà è fondamentale, infatti il team Gnome continua con shell e gli utenti o si adattano o scelgono altro. Però non credo che il team Gnome voglia restare senza utenti, sennò che fa poi? Quindi credo che un minimo dovrebbero ascoltare i feedback negativi e cercare di migliorare le tantissime cose che non vanno. Anche i progetti open muoiono se restano senza utenti.


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