Linux Mint 12 – recensione: benvenuta Lisa!

linux-mint-12-logo

E’ questione di pochissime ore ed avremo fra le mani la versione stabile di Linux Mint 12. Ho passato l’ultima settimana a sviscerare per bene la RC, ed eccovi una delle mie solite recensioni critiche.

Come vi avevo già accennato nella mia pre-pre-preview, il team di Lefebvre ha iniziato il percorso di allontanamento dall’iper criticata interfaccia Unity di Ubuntu, in favore di Gnome 3. Purtroppo shell impone un cambio di utilizzo del pc parecchio drastico rispetto al passato, cosa che ha spiazzato ed innervosito diversi utenti.
Mint 12 cerca di restituirci il benessere psicologico attraverso una serie di ritocchi più o meno incisivi denominati MGSE (Mint Gnome Shell Extensions), vediamo quindi che differenze ci sono rispetto ad un desktop Gnome shell “puro”, quali scelte sono state azzeccate e cosa invece è necessario migliorare.

Il problema di Gnome 3 è che tende a far usare una (o comunque poche) applicazione per volta, perché avere una decina di finestre aperte assieme diventano stressanti da gestire, per via del dover giocare con i desktop virtuali e della mancata minimizzazione con relativa barra, che non permette di avere tutto sempre sott’occhio. Almeno questa è la mia impressione.
Ed ecco la prima grossa novità: il ritorno della minimizzazione, gestita in una barra inferiore aggiuntiva con un classico elenco delle finestre attive e, nell’angolo, un comodo switch per andare da un desktop virtuale all’altro senza dover entrare nella dash. Lavorare con tante finestre (o anche solo un paio secondo me) in questa maniera risulta comodo e familiare.
Altro ritorno a gran voce è il menù classico (sempre nella barra inferiore) che permette di scorrere fra cartelle ed applicazioni, già divise per categoria, in modo più rapido rispetto alla dash con i vari filtri da applicare.

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Questo è il grosso del lavoro svolto, per il resto troviamo tanti piccoli accorgimenti per semplificare la vita all’utente:

  • Tasto spegni attivo di default senza dover premere alt.
  • Notifiche rese centrali in basso e un pelo più discrete, raggruppate in una tendina a scomparsa attivabile con il pulsante “!”, nell’angolo in basso a destra.
  • Gnome Tweak Tool preinstallato per poter accedere a quelle 4 opzioni in croce che possiamo ancora modificare in Gnome 3.
  • Orologio spostato a destra della barra, tanto per non sconvolgere la geografia alla quale l’utente è abituato.
  • Il nuovo tema (Mint-Z) cerca di avvicinarsi all’estetica tipica di Mint.

Lo scopo del team Mint è di rendere meno traumatico il passaggio allo stile di utilizzo di Gnome 3, direi centrato in pieno! Si lavora in modo simile a Gnome 2, ma si può in ogni momento gestire il desktop al 100% con la shell. Mint 12 è l’esempio perfetto di cosa si possa realizzare quando l’obiettivo primario è mettere l’utente a proprio agio, invece che pensare all’innovazione fine a se stessa.

Nonostante tutte queste belle cose i difetti ci sono, sia funzionali che estetici.
Il fatto di avere nuovamente 2 barre fisse sullo schermo non è molto pratico, perché portano via spazio prezioso sugli schermi piccini. Dovrebbero trovare il modo di unificare tutto in una sola barra, o almeno rendere quella superiore a scomparsa automatica (ho provato un’estensione apposta, ma non funziona molto bene e fa a cazzotti con l’icona dell’update manager).
Il neonato menù fa il suo lavoro… ma il vecchio MintMenù era imbattibile: perfetto nella praticità, molto bello e anche personalizzabile. Questa nuova versione non è (ancora?) all’altezza oltre che essere poco reattivo e non lo si può modificare, tranne che nella barra dei preferiti ma va fatto tramite la dash: scomodo e stupido.

mint12-screenshot2

Una cosa che balza all’occhio subito è il design estetico di Mint 12: stranamente poco curato per gli standard di questa distro.
La barra superiore mezza trasparente, e non modificabile, stona con il grigio del resto del tema Mint-Z, che sembra una beta (e probabilmente lo è!) di se stesso nella futura Mint 13 lts. Il vecchio Mint-X su Gnome 2 era molto elegante, fine, armonioso nelle tinte e dai caratteri piccoli e stilosi. Questo Mint-Z ha tinte di grigio più fredde del solito e a volte poco omogenee (come si può notare in nautilus o Thunderbird), i pulsanti e i caratteri sono troppo grossi e pacchiani, anche se si possono aggiustare da Gnome Tweak Tool. Le notifiche, i menù a tendina della barra della dash, le richieste di password e tutte queste cose sono nere trasparenti come da standard Gnome 3, cosa che stona parecchio col resto del tema: è come se in una sola distro avessimo due desktop environment con due temi diversi contemporaneamente.
Insomma, direi che il lavoro da fare è parecchio se ci si vuole avvicinare alla bellezza di Mint 11.

Una curiosità per voi: durante la stesura di questo articolo la fase RC sta arrivando alla fase stabile e, di giorno in giorno, sono arrivati molti aggiornamenti che hanno migliorato l’estetica, infatti diverse critiche che avevo già scritto le ho tolte perché i difetti sono stati fixati nel frattempo. Questo lascia intendere quanto il team di Mint ascolti i feedback della comunità e quanto si possa ben sperare riguardo Mint 13 lts. 🙂

Piccola parentesi per MATE: un desktop environment, che vuole copiare il vecchio Gnome 2, fornito in prova con Lisa. Ebbene, non usatelo!!! Oltre ad incasinare un po’ i programmi, mi è sembrato molto molto instabile e troppo acerbo per poter essere usato, roba da far bloccare il pc ogni 5 minuti. Se siete dei nostalgici loggate con Gnome classic, non sarà Gnome 2 ma è leggero, stabile e pratico.

mint12-screenshot3

N.B.
Se avete seguito il blog la scorsa settimana, avrete letto gli articoli sul pulsante spegni e sulle critiche mosse al progetto Gnome, alla luce dei quali questa recensione sembra fin troppo ottimistica. Chiarisco la questione: i miei attacchi a Gnome 3 li sostengo tutt’ora (restando spesso in disaccordo con quanto dice Sanzo), ma questa recensione è positiva perché all’interno di questo DE zeppo di problemi Mint 12 è la prima distro che mostra volontà e capacità di ricavarci qualcosa di buono. Quindi è un discorso relativo al “mondo Gnome 3”, se dovessi fare il paragone con il passato vi direi che questa release non vale neanche la metà di Mint 11.

Mint 12 inizia il percorso sulla retta via che ne Ubuntu 11.10 ne altre distro con Gnome 3 sono riuscite finora ad intraprendere: disegnare un desktop al servizio della buona esperienza utente. C’è ancora del lavoro da fare, infatti sembra che Lefebvre abbia creato una sorta di ibrido fra Gnome 2 e Gnome 3 senza sapere da che parte andare fino in fondo. Forse è una cosa voluta, per avere un riscontro dagli utenti su cosa piace e cosa no e mettere così a punto la prossima release, vedremo fra 6 mesi se ho ragione.

Nel frattempo qualche miglioramento a questa Mint si può già fare, date un occhio alla guida che ho fatto 😉

“Good news everyone!!!”

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16 Risposte to “Linux Mint 12 – recensione: benvenuta Lisa!”

  1. liuk Says:

    Beh ma la dash è un doppione del mint menu (o viceversa), a quel punto basta disattivare uno dei due (per attivare la dash disattivi mintmenu). Tutto quello che facevi dal menu puoi continuare a farlo dalla dash con la sola barra inferiore (dico inferiore perchè era la peculiarità di mint, ma nulla vieta di lasciare solo quella superiore).
    Visto che fioccavano le critiche riguardo la ridondanza di funzioni sulle due barre, almeno in parte torna il vecchio mint 11.
    Diciamo che non sono soluzioni ottimali, secondo me ne quella di default di mint 12 ne quella con queste nuove estensioni che ti ho linkato…però al momento oltre gnome 2 questo passa il convento. Sì salva solo xfce.
    Personalmente non so più dove sbattere la testa, è in corso una “rivoluzione” di tutti i DE e bisogna aspettare che si assesti il tutto prima di decidere a quale passare, quale il meno peggio, quale il più produttivo su desktop (e non su tablet). Sì vedono in giro di quei mockup assurdi… dove ormai altro che configurabilità, sembra non siano nemmeno contemplate anche le funzionalità.

    • MasterPJ Says:

      Guarda siamo sulla stessa barca, sono settimane che mi arrovello il cervello pensando a quale DE (e quale distro) orientarmi la prossima primavera con le uscite delle lts. La mia candidata n.1 è kubuntu perché sono stanco di star dietro alla burrasca del mondo gnome, però il progetto Mint mi piace e se la versione 13 saprà migliorarsi molto di certo è da valutare.
      Cmq per ora un buon compromesso (che piace a me almeno) l’ho trovato, ho spiegato tutto nell’articolo guida che esce fra 2 giorni, giovedì primo dicembre. Dagli un occhio che c’è una piacevole chicca estetica 😉

  2. MasterPJ Says:

    Farò una prova e vedo! Tnx liuk

  3. vladimiro Says:

    …e poi non dimentichiamo (non dimentichiamolo) la “questione di gusti”..
    Ho usato MInt11 e l’ho trovato forse il più bel desktop con gnome2, il più curato, niente da dire.
    Ora uso con gran piacere Gnome-shell su Ubuntu 11.10, e non mi manca proprio niente del vecchio Gnome2. Cambiare vuole dire cambiare, sennò teniamoci il nostro vecchio DE, o passiamo a XFCE4, che è un gran bel progetto, molto stabile e ben fatto.
    Io di finestre ne apro parecchie usando il pc, perché non sto fermo un momento, e non ho nessun tipo di problema con la shell: vado in alto a sx con il mouse e vedo tutto quello che c’è di aperto, poiché sulla barra a sinistra SI VEDONO le applicazioni aperte, senza bisogno, a mio avviso, di “vecchie barre” in basso..
    Per me Gnome-shell è e rimane un grande progetto così com’è, oltre che un nuovo modo di utilizzare il desktop, a cui nessuno aveva ancora pensato. Per me, merita. Poi il bello di LInux è proprio il poter scegliere cosa, e come.
    Complimenti per il blog, ciao!

    • MasterPJ Says:

      ciao!
      quoto appieno quando dici che è questione di gusti ed ognuno è libero di scegliere ciò che preferisce, io qui espongo il mio punto di vista infatti. C’è da ammettere che gnome 3 pecca molto in flessibilità rispetto al 2, ma assolutamente è un progetto valido e che ha un ampio margine di miglioramento.

    • liuk Says:

      “vado in alto a sx con il mouse e vedo tutto quello che c’è di aperto, poiché sulla barra a sinistra SI VEDONO le applicazioni aperte, senza bisogno, a mio avviso, di “vecchie barre” in basso..”

      Conta l’intuitività, non l’età di queste funzioni.
      Quello delle applicazioni aperte in alto a sinistra è una funzione che esiste anche in Mac OS X, si chiama angoli attivi, e per tutti e quattro gli angoli puoi scegliere se e quale funzione attivare. Tra queste c’è “tutte le applicazioni aperte”. Personalmente non l’ho mai attivata perchè per guardare quali applicazioni aperte semplicemente muovo gli occhi nella parte inferiore dello schermo, senza toccare il mouse. Se ho un monitor perchè no? non è un cellulare che ovviamente per vedere la lista delle applicazioni devo premere un pulsante a causa dello spazio risicato
      Non si tratta secondo me di trovare un nuovo modo di utilizzare il desktop, si tratta di trovare nuovi modi per migliorare l’usabilità (se è necessario migliorarla).
      Dici: ” a cui nessuno aveva pensato”. Magari c’era un motivo se nessuno ha pensato? Portando il discorso all’estremo, ci sarà un motivo se nessuno ha inventato una macchina che si guida solo con i piedi o con i comandi piedi/mani invertiti.

      Cioè rendetevi conto che queste sono interfacce fatte per funzionare sui tablet.
      I tablet hanno avuto il boom di vendite solo nel momento in cui sono usciti sistemi operativi da tablet (come iOS). Quelli con XP tablet pc edition sono stati un fallimento. Ora, come può viceversa un’interfaccia da tablet avere successo su un pc portatile o desktop? Se devo usare un’interfaccia da tablet tanto vale comprarmi un tablet e buttare il pc. Peccato che non esistano tablet con Unity o gnome shell 😀

      Ovviamente queste sono opinioni personali e come giustamente detto meno male che c’è possibilità di scelta.

  4. liuk Says:

    http://forums.linuxmint.com/viewtopic.php?f=205&t=85775&start=60#p500132

    Ora ho trovato una spiegazione più chiara con le istruzioni, l’ho provato pure io e funziona bene. L’unico problema è dato dal fatto che reflection deve essere sempre l’ultima estensione a caricarsi, peccato che in gnome-shell l’ordine di caricamento dipende dalla data di modifica della cartella quindi ti lascio immaginare tutto il casino ogni volta che si vuole aggiungere una nuova estensione.
    La barra fatta così comunque si integra con il tema mint, è sufficiente abilitare l’estensione user themes.

    • MasterPJ Says:

      Scusa chiedo a te perché in questi giorni il mio tempo a disposizione è ridotto all’osso: ma così non si va a perdere tutto il concetto della shell? Cioè il pulsante di accesso alla dash e tutto il resto? Mi sembra un desktop gnome 2, tipo Mint11, ma azzoppato.

  5. MasterPJ Says:

    Ho provato quell’estensione ma non mi ha dato i risultati sperati. O meglio, può essere una soluzione per i desktop gnome 3 puri, ma con le personalizzazioni di Mint 12 non va molto d’accordo, si ottiene un risultato simile anche solo eliminando la barra sotto e tenendo quella sopra.
    Quell’estensione inverte solo le barre e quella di Mint si sovrappone, quindi va disattivata. Il menù lo si può tenere ma va aggiunto anche l’elenco finestre, l’area notifica ecc… e diventa macchinoso per avere poi nulla di positivo in più, oltretutto la barra fatta così non si integra col tema mint come invece fa la bottom bar. Peccato.

  6. MasterPJ Says:

    Arriverà tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, giusto il tempo di provare a fondo tutto le modifiche che sto scrivendo 🙂

  7. liuk Says:

    Hai provato a spostare la barra superiore in basso? Prova a vedere qui http://forums.linuxmint.com/viewtopic.php?f=205&t=85730
    Io non ho ancora provato ma lo screenshot che c’è in quella pagina sembra promettere bene!

    • MasterPJ Says:

      No ma un MILIONE DI DOLLARI ehm… di grazie per la segnalazione liuk!
      Proverò anche questa, sarà un ottimo punto dell’articolo guida alla configurazione di Mint 12 che sto facendo 🙂

  8. francescomisch Says:

    Buongiorno e complimenti per il Blog.

    Sinceramente non ho notato ancora tutta questa catastrofe con Mate!!!

    • MasterPJ Says:

      Buongiorno e tnx 🙂
      guarda non dico sia un problema sistematico, è probabile che dipenda da specifiche configurazioni hardware e io l’ho beccata in pieno col portatile. C’è però da dire che non sono l’unico in rete a lamentare instabilità di vario tipo, inoltre sul mio portatile finora ho installato decine di distro diverse con diversi DE e mai un problema simile, quindi qualcosa che non va ci sarà pure.
      Senza contare che Levebvre stesso ha detto che stanno lavorando molto col team Mate per sistemare molti bug e conflitti di pacchetti e roba varia. Insomma io Mate per ora lo eviterei, magari con la prossima release sarà un gioiello ma per ora non proprio.


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