Final Fantasy VII, l’inizio del tunnel…

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Mamma Square un bel giorno decise di voler lasciare un marchio indelebile nella storia video-ludica e negli amanti degli rpg, fu così che creò pinal 7.

C’è da dire che il successo abnorme di questo capitolo è si dovuto alla qualità del prodotto, ma anche ad una serie di circostanze particolarmente favorevoli:

  • sviluppato per Psone, una console iper diffusa in tutto il mondo
  • avvento del 3D
  • il mercato non era saturo come oggi, quindi il titolo appariva come novità/perla del genere
  • fattore psicologico: la stragrande maggioranza degli attuali fan si è avvicinata alla serie con questo capitolo, che ovviamente gli è rimasto nel cuore anche in modo irrazionalmente
  • obiettivamente è un gran bel gioco!

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Parlare oggi dei vecchi Final Fantasy è difficile perché tutto va rapportato all’impatto personale che ogni titolo aveva nel suo tempo, poi bisogna accettarne i limiti tecnici che in ogni caso di volta in volta mamma Square riusciva sempre ad infrangere ed imporre nuovi standard qualitativi, facendo scuola a tutte le altre software house.
Ho giocato a questo pinal solo due anni fa, quindi dopo il 12 e poco prima del 13, e mi sarei aspettato di accusare maggiormente il peso degli anni invece è stato piuttosto godibile e ci si può concentrare sulle mille sfaccettature della trama, delle ambientazioni e del gameplay. Non avendo avuto il coinvolgimento psicologico di tanti utenti posso dire che (e linciatemi pure) è stata una gran bella esperienza, un ottimo capitolo della saga… ma non così fenomenale o superiore a tutti quelli successivi, come lo si dipinge in rete.
Un piccolo neo del titolo è che non è mai stato localizzato in italiano, cosa che ha rallentato le vendite nel nostro paese, essendo noi famosi per la bravura con le lingue…

La trama generale di pinal7 è meno complessa di quanto ci si aspetterebbe, invece quello che ha fatto breccia nel cuore dei fan è stata la caratterizzazione dei personaggi, con colpi di scena sul passato di Cloud che deve andare alla scoperta di se stesso, quando tutte le sue certezze vengono meno lasciandolo senza fiducia. Credo che il fattore determinante nel successo di questo capitolo sia stato Aerith: una ragazza buona, semplice, di quelle a cui non si può non volerle bene, che cela un grande potere misterioso e un destino importante… proprio quando si pensa che l’eroe di turno la stia per salvare, viene uccisa. Questo ha creato un colpo di scena non indifferente e conferito grande originalità e profondità alla trama, soprattutto perché accade nella prima parte di gioco e tutto il seguito viene condizionato da questo evento. Qui parte l’avventura interiore di Cloud, con un susseguirsi di vicende che portano il giocatore a vivere una storia così umana e densa di significato da far dimenticare per alcuni momenti che si sta solo giocando.
Questo gioco ha conquistato i fan a tal punto da spingere mamma Square a confezionare una serie di spin-off e perfino un film per dar seguito alla storia di Cloud e Sephiroth!

La grafica fu un punto di svolta per la serie, perché il sapiente uso di personaggi 3D che si muovono in ambienti pre-renderizzati crea un impatto visivo di alto livello che fa sembrare la console più potente si quanto non sia. I filmati in computer grafica era già pregevoli e avevano impressionato il pubblico, le musiche erano ben ispirate e conferivano al giocatore la giusta sensazione nel giusto momento, senza però eccellere stilisticamente secondo me.

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Il gameplay è classico, vecchio stampo e funzionale: battaglie con un team di 3 personaggi a tempo con ATB, worldmap per gli spostamenti a piedi o con mezzi, città e villaggi con case, NPG, negozi ecc… La particolarità di pinal7 sta però nel sistema di sviluppo. Cloud e compagnia diventeranno più forti con un normale sistema di level-up, mentre le abilità e le magie saranno acquisite tramite le Materia: globi energetici da equipaggiare negli slot delle armi, che accumulando AP si potenzieranno. Dalle combinazioni di Materia, e il ritrovamento di alcuni tipi rari, si può modellare il team a proprio piacimento tenendo però conto delle inclinazioni in battaglia di ognuno. Gestire le Materia è un po’ macchinoso, ma nelle fase avanzate si fa su la mano e si impara come sfruttarle al meglio senza problemi.
Ci sono diversi extra e mini-giochi alla portata di tutti come le gare di Chocobo o il Gold Saucer (un luna park con tante cose divertenti) , oppure la strada dell’onnipotenza con lo sviluppo di armi, personaggi, esper segreti ed ovviamente il dover sconfiggere le potentissime Ultima, Emerald e Ruby Weapon.

Pinal7 è un’esperienza che gli amanti del genere non dovrebbero perdere, vale davvero la pena finire il gioco che ha cambiato l’epoca degli rpg e gettato le basi di un genere video-ludico. I fan chiedono da anni un remake in HD ma mamma Square ha sempre risposto picche, speriamo che prima o poi faccia questo sforzo per donare nuova linfa vitale al capostipite morale della saga.

“My name is Cloud… i have a sword…”

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2 Risposte to “Final Fantasy VII, l’inizio del tunnel…”

  1. Sephiroth Says:

    Ma perchè lo chiami Pinal7?

    • MasterPJ Says:

      Huhuhu il termine pinal è stato coniato da Sanzo con ff10 ai tempi di uscita su ps2, sinceramente entrambi non ricordiamo l’esatto motivo o le circostanze. Cmq da allora ff10 è pinal, ff7 è pinal 7, ff12 è pinal 12 e così via. Il 13-2 lo chiamiamo demo pinal perché è stato l’unico finora ad avere una demo prima della pubblicazione.


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