Final Fantasy VIII, un sogno ad occhi aperti

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Dopo un epico pinal 7, mamma Square si è fatta carico di un’impresa apparentemente impossibile: superare se stessa. Fu così che l’arrivo di pinal 8 ha spaccato in due i giocatori: chi lo adora e chi lo ripudia paragonandolo al precedente.

Premessa: pinal 8 è stato il mio primo capitolo della saga, quindi scrivo succube di una discreto soggettivismo emotivo, che può rivelarsi veritiero come anche no.

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La trama è strutturata in modo da essere un crescendo di complessità e di ritmo: si parte con uno Squall mezzo rincoglionito che vaga per i corridoi del Garden di Balamb, per poi passare alle prove per diventare SeeD, le prime missioni ufficiali, il coinvolgimento nel conflitto tra diverse regioni, la scoperta della strega e dei suoi piani di potere, fino alla classica apocalisse che distruggerà l’intero universo se i nostri eroi non riuscissero ad evitare il game-over.
Nonostante quello che dicono i fan, cioè che Squall è un emo deficiente e gli altri solo pupazzi senza vita, la caratterizzazione dei personaggi è molto più articolata di quanto non appaia a prima vista, se solo non si partisse prevenuti. Il protagonista ha un carattere molto chiuso, con evidenti problemi d’infanzia e un complesso d’inferiorità nei confronti del rivale Seifer. Nel corso dell’avventura Squall sarà costretto a mettersi alla prova, a tirare fuori uno spirito forte da leader quando necessario e allo stesso tempo dovrà sciogliere il muro di ghiaccio che protegge il suo lato fragile, grazie al calore della solare Rinoa. Gli altri personaggi hanno un ruolo piuttosto altalenante, che spesso viene messo in ombra dalla vicende dei piccioncini.
Una grande novità è rappresentata dai sogni-flashback che ci faranno scoprire le avventure di Laguna, un ex soldato che in qualche modo ha una connessione speciale con Squall, una scelta narrativa decisamente azzeccata.
Il carico psicologico e sentimentale di pinal 8 è elevato ma anche sottile e difficile da cogliere, si rischia spesso di equivocare una bimbominkiata o un cliché con un’espressione della natura umana, è un gioco che può lasciarvi delusi e indifferenti come può creare in voi una tempesta di emozioni che vi legherà a Squall e compagnia per sempre.

Dal punto di vista stilistico il gioco appare più adulto, sia come contenuti che come impostazione di gioco e di grafica: basta personaggi stile marionetta, ora hanno le giuste proporzioni umane e si muovono in regioni e città verosimili, con diversi assetti naturali e climatici… insomma persone vere in un mondo credibile, seppur molto fantasy.
Graficamente sono stati fatti passi da gigante rispetto a pinal 7: modelli dei personaggi più reali e con animazioni migliorate, ambienti più ampi e animati, intermezzi interattivi con grafica di gioco, video curati e ancora più definiti. Il comparto audio ha ricevuto la dovuta attenzione, adattandosi in base ai luoghi e soprattutto alle emozioni che si vogliono trasmettere al giocatore.

Più che mai in passato questo pinal presenta un’enorme vastità del gameplay, ben bilanciato e che costringe il giocatore ad abbracciarlo completamente, senza lasciare la possibilità di trascurare nulla. I personaggi fanno level-up come sempre, ma tutto lo sviluppo ruota intorno ai Guardian Forces e al sistema Junction. I GF sono le solite entità mistiche (Esper) della saga, solo che in pinal 8 non dovremo solo fargli uno squillo in battaglia quando ci serve un attacco potente, ma il loro spirito si legherà ai personaggi per potenziarli e dare loro poteri unici che gli permetteranno di affrontare le battaglie oltre i limiti delle possibilità umane. Legando un GF a Squall potremo incrementarne le statistiche e conferirgli abilità, magie, comandi di battaglia, oltre che ovviamente l’invocazione vera e propria. Inoltre i vari GF avranno un loro proprio ciclo di sviluppo, che migliorerà le loro caratteristiche o abilità, oppure quelle del personaggio a cui si legano.

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Un discorso a parte va fatto per le magie. In pinal 8 le magie sono trattate come una merce: si assimilano dai nemici o si elaborano dagli oggetti, e si accumulano in numero: ogni personaggio può accumulare 100 unità di ogni magia, se le esaurisce usandole in battaglie vanno riaccumulate. Ogni magia si può associare in Junction con un parametro del personaggio, per esempio possiamo associare Fire alla forza fisica o Reiz agli HP. In base al tipo di magie e al numero accumulato i rispettivi parametri saranno potenziati (o ridotti) in percentuale.
Se questo da una parte conferisce un impatto strategico originale, dall’altra da origine al vero (e a mio parere unico) difetto di questo gioco: si tende a non usare le magie in battaglia se non è strettamente necessario, privilegiando attacchi fisici o abilità. Ponendo ad esempio Fire in attacco fisico con 100 unità, con incremento Juntion del 100%: se uso 10 Fire in battaglia la percentuale scenderà ovviamente al 90%, rendendo così l’offensiva delle armi del 10% meno efficace.
Oltretutto a fine battaglie vorremo recuperare le unità perse, ma se non abbiamo oggetti da elaborare o nemici dai quali assimilare Fire? Ci toccherà andare in cerca della magia, senza contare che nelle prime fasi di gioco tenderemo a far durare una battaglia anche un quarto d’ora per permettere a tutti e tre i personaggi del team di accumulare 100 unità per ogni magia.

Come ogni pinal, anche questo capitolo è arricchito da molti episodi secondari: i chocobo (a dire il vero più sminuiti del normale, relegati a un noioso minigioco tra i boschi), avvistamenti alieni, GF segreti, eventi che aggiungono tasselli alla trama, ma soprattutto il gioco di carte Triple Triad. Può sembrare solo un minigioco divertente, in realtà è una componente importantissima per ottenere oggetti unici e potenziare al massimo i nostri personaggi.
Bisogna riuscire ad avere tutte le carte esistenti, per farlo dovremo seguire un preciso schema di partite in vari momenti del gioco… con una guida alla mano è piuttosto facile e diventeremo abbastanza forti da sconfiggere Ultima e Omega Weapon.

In ultimo vediamo una questione che ha scosso il web per anni, l’eterna domanda: Artemisia è Rinoa nel futuro? Normalmente si finisce il gioco senza che l’idea ci sfiori il cervello, se invece partite con questo pensiero in testa vedrete che ci sono molti dettagli che lo lasciano intendere, o che addirittura lo confermano:

  • Le streghe non invecchiano mai, quindi sopravvivono ai loro cari
  • Rinoa e Artemisia hanno gli stessi lineamenti del viso
  • Il castello di Artemisia si trova nel “luogo speciale” di Squall e Rinoa, dove avrebbero sempre potuto ritrovarsi
  • A metà gioco Squall dice a Rinoa che il leone sul suo anello si chiama Griever, che rappresenta la creatura più potente dell’universo. Rinoa è l’unica al mondo a conoscere questa cosa
  • Artemisia, durante lo scontro finale, invoca il suo GF: Griever, dicendo che è la creatura più potente dell’universo. Usa le stesse parole di Squall e gli parla come se lo conoscesse da sempre.
  • Nel corso del gioco si scopre che l’uso prolungato dei GF causa perdita di memoria. Questo spiega perché Artemisia sappia certe cose e parli in un certo modo, ma apparentemente non riconosce o ricorda Squall e gli altri.

Dopo tante pressioni da parte dei fan, dai microfoni di mamma Square arrivò un comunicato ufficiale per smentire tutta questa faccenda, dicendo che si tratta solo di coincidenze trovate dai fan perché volevano trovarle. Può essere benissimo, però a me sembra strano che sia tutto un caso… senza contare che darebbe all’intera trama uno spessore mai visto prima in un rpg!
Pensate: Rinoa non invecchia mentre Squall nel futuro sarà morto, così come tutte le persone a lei care, condannandola ad un’eterna solitudine e sofferenza. L’odio inizia a crescere in lei e a consumarla, l’uso di Griever cancella i ricordi dalla sua mente ma non può cancellare il dolore, così diventa Artemisia… e decide di dare atto alla compressione temporale per distruggere tutto e tutti in ogni epoca, per estirpare dall’esistenza l’amore e la vita che le sono state strappate.
A voi la scelta, questo incredibile epilogo dalle alte vette emotive… oppure coincidenze sbagliate secondo mamma Square.😉

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Pinal 8 è il mio preferito, e sempre lo sarà… ci sono affezionato e ne apprezzo le enormi qualità, pur riconoscendo che non è perfetto. Io sarò un po’ estremista, ma se vi piace il genere e vi siete persi questo capitolo sareste semplicemente dei folli a lasciarvelo scappare!

“I will be here…”
“Why…?”
“For what?”
“I’ll be waiting…here…”
“I’ll be waiting…for you…so…”
“If you come here…”
“You’ll find me.”
“I promise.”

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