Final Fantasy X-2, sbagliando s’impara!

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La conclusione di pinal ha lasciato l’amaro in bocca a molti, perché seppur bella non è proprio un lieto fine come siamo abituati e soprattutto è un finale aperto. Ed ecco che mamma Square confeziona il primo sequel della saga per per dare un vero epilogo alla storia tra Yuna e Tidus.

Il gioco ha uno stile molto j-rpg: del tutto libero nella trama, gameplay ricco di cose da fare. L’avventura assume toni estremamente leggeri, giocosi, colorati e in diverse circostanze anche ridicoli. Vediamo tutti gli aspetti che caratterizzano pinal 10-2, il più criticato della saga.

La trama continua qualche tempo dopo la sconfitta di Sin: è tornata la pace, Yuna è diventata famosa ma ha abbandonato il suo ruolo di invocatrice per andare a caccia di sfere, che potrebbero contenere indizi su Tidus.
Si uniscono a Yuna la sempre solare Rikku e la sado-spuntata-fuori-dal-nulla Pain. Gli eventi non si svolgono in modo lineare con un capo e una coda come siamo abituati: tutta la storia è divisa in capitoli, che saremo più o meno liberi di affrontare nell’ordine che vogliamo. Le nostre scelte influenzeranno il corso degli eventi e la difficoltà che avremo nei vari stage. Questa scelta conferisce un buon livello di rigiocabilità, ma ovviamente penalizza molto la qualità della trama, che obiettivamente è di gran lunga al di sotto dei canoni Square Enix, decisamente la peggiore dell’intera serie.

La grafica è ripresa da pinal, a prima vista sembra identica ma la scarsa attenzione ai particolari si nota. Il comparto audio è stupendo… questo è quello che direi se stessi saltellando in una sala giochi di Tokio: le musiche sono leggere, digitali e spesso pure fuori luogo, insomma orrende.

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Il gameplay è vario e denso, presenta alcune novità ma anche un ritorno al buon vecchio ATB, reso più interattivo e movimentato: pinal 10-2 è l’anello di congiunzione tra l’attuale generazione di battaglie e quella vecchia.
Lo sviluppo va sempre a level-up e c’è un sistema particolare di classi, chiamato looksfera: permette alle tre protagoniste di trasformarsi alla sailor moon per utilizzare diversi ruoli ed abilità in battaglia. Le looksfere possono essere assegnate indistintamente e disposte sulle collezioni, dei piccoli tabelloni che conferiscono vantaggi vari in battaglia. Non ci sono più le invocazioni, sostituite dalle looksfere speciali che saranno attivate se nella stessa battaglia faremo un giro completo della collezione.
A dire il vero l’unica parte divertente, a mio parere, di questo capitolo è proprio il sistema looksfere e collezioni, da sviluppare e combinare per affrontare i potenti nemici segreti.

Gli extra giochi sono molti, anzi sono forse la parte principale del gioco e dovrete avere una guida alla mano per districarvi dal groviglio di quest, giochini e robe varie. Proprio come per la trama principale, anche questi possono essere affrontati a piacimento in diversi momenti e contribuiscono ad arricchire un gameplay già abbastanza caotico di suo.

Tirando le somme, questo pinal 10-2 ha di buono solo un divertente sistema di battaglia e i cosplay che ha generato nelle fan alcuni mini giochi ma per tutto il resto è da dimenticare, nettamente il peggiore della saga. E’ un j-rpg a tratti divertente e a tratti imbarazzante, ma non di certo un titolo degno del nome che porta.

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