Final Fantasy XII, il giro di boa

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Dopo molti anni di sviluppo mamma Square ci propone la sua ultima fatica, un titolo che promette di essere molto ricco e che farà la felicità degli amanti del genere rpg. Promessa onorata da diversi premi ricevuti e recensioni entusiastiche.

Pinal 12 rappresenta una svolta importante per la saga, per via del suo particolare stile narrativo e soprattutto del gameplay. Il gioco è stato influenzato pesantemente da pinal 11 online, dal quale ricalca molte meccaniche di gioco portate su un normale capitolo offline, a mio parere in modo perfettamente riuscito.

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La trama è piuttosto atipica, sia per la struttura molto politica sia perché è messa più in secondo piano rispetto al normale. Le vicende narrate coinvolgono conflitti tra diversi regni, complotti per il potere e via dicendo, escludendo del tutto la componente personale e sentimentale che in genere contraddistingue la saga. Insomma quasi si può giocare tranquillamente senza seguire gli eventi, concentrandosi solo sul gameplay.
A marcare ancora di più questa carenza ci sono i personaggi per nulla caratterizzati, Vaan è il protagonista simbolico ma è poco più di un avatar mobile, Ashe è al centro degli eventi ma è espressiva quanto uno scolapasta… solo Balthier ha una sua personalità ed è caratterizzato come si deve, anche per via del suo rapporto con la babba bia bella Fran. Non ricordano un po’ Han Solo e Chewbecca in versione sexy?😆

La grafica di pinal 12 spinge al limite la Ps2 (finalmente anche in 16:9), anche se a prima vista appare meno definita e più sgranata rispetto a quella del 10: nel vecchio capitolo gli scenari erano ridotti e tutto poteva essere più pulito e definito, in questo nuovo pinal avremo ambienti enormi con decine e decine di NPC e mostri… con così tanti poligoni da dover gestire viene da se che bisogna scendere a compromessi nei dettagli di ogni singolo componente. L’impatto generale è davvero notevole anche se alle volte si sente il bisogno di più anti-aliasing, in particolari con le moderne tv hd.
Le musiche sono piuttosto militari, per essere coerenti con la trama, ma anche varie in base alle ambientazioni e gli effetti sonori rendono molto bene nelle fasi di battaglia. Diciamo che siamo su buoni livelli ma niente di eccezionale.

La vera forza di pinal 12 sta nel gameplay, che si rinnova e si amplia parecchio. La libertà d’azione domina e ci muoveremo in città e ambientazioni a dir poco enormi, potremo scegliere di seguire solo la trama o dedicarci alle numerose sub quest (come il Clan Centurio), a livellare, a fare shopping, ai chocobo, al ritrovamento di oggetti rari e molto altro.
L’equipaggiamento, le magie e le abilità si comprano negli appositi negozi ma possono essere assegnati ai personaggi solo dopo aver sbloccato la corrispondente licenza disposta su una scacchiera, che si amplia man mano che facciamo esperienza in battaglia permettendoci di potenziarci, un sistema carino che si conforma al gameplay, ma a mio parere non buono quanto la vecchia sferografia di pinal.

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Il sistema di battaglia ha subito profondi cambiamenti. Innanzitutto si può controllare solo un personaggio del party, il leader, gli altri combatteranno secondo i gambit: azioni predefinite attivabili man mano durante il gioco, che muovono i restanti due membri della squadra in base a condizioni specifiche. Questo permette di non diventare pazzi nel grande numero di azioni da compiere in tempo reale e dona una buona componente strategica.
Altra novità è l’abbandono agli scontri casuali in favore di mostri e nemici visibili a schermo nei vari ambienti, scelta ripresa da pinal 11 online. E’ un bel passo avanti a mio parere, che conferisce realismo al mondo di gioco e permette un approccio più tattico all’esplorazione e alle battaglie.
Le invocazioni ritornano con un nuovo stile di utilizzo, come in pinal ma in tempo reale, e sono assegnate ai personaggi in modo permanente. Proprio gli esper sono l’unico punto negativo del gameplay perché mal bilanciati, nel senso che molti possono essere ottenuti solo verso la fine del gioco e risulteranno relativamente inutili, perché a quel punto saremo abbastanza forti da farne a meno… in pratica non si devono usare mai, salvo ogni tanto giusto per divertirsi.

Pinal 12 pur avendo una trama piatta e personaggi molto anonimi, è capace di appassionare per l’enormità inverosimile del gameplay, delle ambientazioni e delle cose da fare: non sono riuscito (ancora) a finirlo al 100%, non ho idea di quante centinaia di ore possa richiedere! Davvero stupendo da giocare, l’esempio perfetto di cosa significano le parole “gioco di ruolo”.

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2 Risposte to “Final Fantasy XII, il giro di boa”

  1. tecnofauno Says:

    non so come mai… ma questo post ha un che di anacronistico :O


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