Final Fantasy XIII, la medaglia a due facce

ff13-logo

L’avvento dell’alta definizione ha stravolto il modo in cui tanti giochi vengono costruiti, pinal 13 non fa eccezione. Mamma Square ha puntato moltissimo su questo capitolo, nel quale ha investito davvero tanto, ma con quali risultati? Da una parte ha ottenuto un gioiello di tecnica, dall’altra ha ottenuto la rivolta dei fan.

Ora si va all’estremo opposto dell’approccio di pinal 12, quindi avremo tutta storia con poco gameplay e libertà praticamente nulla. Mamma Square ha deciso di trasformare questo gioco in una sorta di film interattivo, che il giocatore ammira sbavando ma che mantiene davvero poche caratteristiche di un rpg. Per fare degli esempi non potremo girare nel mondo di gioco come vogliamo, non ci saranno le città, niente negozi, niente NPC, insomma niente di niente.

La saga ci ha sempre abituati a vette qualitative incredibili, ma questo pinal è capace davvero di lasciarci a bocca aperta come ebeti in molte situazioni. I filmati a 1080p sono uno spettacolo come non se ne sono mai visti, impossibili da descrivere a parole. La grafica di gioco è dettagliatissima, con ottime texture, frame rate solido come una roccia ed animazioni molto fluide e realistiche. Capitata di fermarsi dei minuti a girare con la telecamera per ammirare lo splendore di alcuni luoghi.
Il comparto audio è tornato ad essere favoloso con musiche e temi a dir poco azzeccati, anche se un po’ ripetitivi alle volte. My Hands di Leona Lewis fa da colonna sonora e calza a pennello!

ff13-screen1

La storia è il più grande punto di forza di pinal 13, oggettivamente la più bella e completa di tutta la saga al di la di ogni preferenza soggettiva (tipo io che amo pinal 8). Le avventure di Lightning e degli altri sono fin da subito coinvolgenti perché appaiono molto reali e genuine, oltre che perfettamente articolate. Ciò che fa la vera differenza però è la regia, la caratterizzazione dei personaggi e la loro interpretazione: sono veri, con sentimenti tangibili, espressioni reali… insomma sembra di guardare una produzione cinematografica di altissimo livello, o anche meglio. Ma mano che giochiamo finiremo con avere simpatie verso alcuni, insofferenza verso altri (vero Vanille?) e farci coinvolgere dagli eventi narrati. Davvero un capolavoro.

Passiamo ora al gameplay, cioè l’aspetto che ha causato tante critiche.
La saga ci ha abituati, a volte più a volte meno, ad avere un certo grado di libertà di movimento, di azione, di decisione su cosa fare… insomma cose ovvie per un rpg. Pinal 13 è un corridoio, un vero e proprio corridoio dall’inizio alla fine: saremo in un punto A e dovremo arrivare al punto B tramite un unico percorso obbligato. La sola eccezione è l’enorme pianura su Gran Pulse, dove almeno potremo muoverci al suo interno come vogliamo, anche se al solo scopo di expare. Questa linearità estrema è stata giustificata come scelta stilistica, per far concentrare il giocatore sulla trama. In effetti una volta concluso il gioco si potrà tornare in varie locazioni per dedicarsi a compiti secondari, anche se consistono in pratica solo nel dover eliminare mostri rari. Insomma… è proprio l’opposto di pinal 12, qui la trama domina mentre il gameplay è uno strumento rettilineo che serve solo a farti arrivare in fondo.

Per fortuna ad alleggerire la situazione arriva un nuovo sistema di battaglia moderno, ben bilanciato e che prende tutte le buone qualità dei vari pinal precedenti e le confeziona in questa nuova ed azzeccata formula. I combattimenti sono diventati molto frenetici, bisogna essere veloci, avere un buon tempismo e le azioni si svolgono in base ai segmenti di ATB accumulati. Di nuovo controlleremo solo il leader della squadra, gli altri due andranno in automatico (con un’ottima IA devo dire) in base all’optimum, il nuovo sistema che assegna il ruolo ai personaggi tra attaccante, occultista, sinergista, sabotatore, sentinella e terapeuta. I ruoli si possono, anzi si devono, cambiare in battaglia in un attimo quante volte vogliamo in base al tipo di approccio strategico da adottare contro ogni nemico. E’ divertente e adrenalinico giocare così, anche se viene un po’ d’ansia da prestazione per cercare di chiudere le battaglie in fretta per avere punteggi più alti. Ad aumentare ulteriormente il ritmo c’è un generale incremento della difficoltà, infatti in ogni battaglia dovremo dar fondo a tutte le nostre forze. A conseguenza di ciò dopo ogni scontro il party sarà rimesso in forze, come succedeva in pinal quando si toccava la salvosfera.
Di nuovo i mob sono visibili nelle location, per sconfiggere i più forti dovremo attaccare con la magia per fare bonus catena e mandarlo in crisi, per poi finirlo con gli attaccanti. Ogni mostro va preso con la giusta tattica se si vuole avere la meglio. Tornano le invocazioni in stile pinal, ma ogni personaggio ha il suo esper personale e potranno combattere insieme dando vita a colpi speciali. Il sistema di sviluppo si chiama Cristallium, una sorta di sferografia in 3D che pur non essendo altrettanto convincente ed efficace svolge comunque bene il suo compito.

ff13-screen2

Per via della forte influenza della trama, avremo a disposizione l’intero party con tutti gli esper e tutte le abilità solo verso la fine del gioco e questo non giova molto al gameplay, che risulta pieno di paletti per la maggior parte del tempo.
Il sistema delle armi non è dei più felici perché tutto si basa su un poco intuitivo sistema di upgrade con oggetti di vari tipo, ci si perde un sacco di soldi inutilmente se non si ha in mano una guida… l’assenza dei cari vecchi negozi con armi già fatte, o già elaborate, si sente.
Infine la solita parte in cui si diventa overpower e si fa terra bruciata di nemici si può fare solo a gioco terminato, e con una discreta frustrazione: nei vecchi pinal c’erano le zone di exp, il giocatore poteva variare le azioni e i nemici, mentre qui dovremo tornare su Gran Pulse e far giù sempre lo stesso mob nello stesso modo per ore e ore e ore… perché è l’unico metodo che rende davvero senza andare incontro a morte certa.

Pinal 13 è davvero strano, eccelle sia nel bene che nel male: comparto tecnico e narrativo al top, ma gameplay limitato ed estremamente lineare. E’ un capitolo che nel complesso può piacere ma anche no, in modo assolutamente soggettivo. Io, come tutti i fan storici della saga, ne apprezzo la grafica e la trama ma mi ha lasciato l’amaro in bocca nel gameplay, davvero una scelta infelice. Nel complesso un buon titolo, ma con difetti tali che lo fanno sfigurare se confrontato alle vecchie glorie.

“Vanille! Fang! Vanille! Fang!”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: