Resident Evil 6, analisi dei trailer e della concezione di horror

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Oggi voglio fare il punto della situazione su cosa ci aspetta nel prossimo capitolo della saga targata Capcom, lasciando spazio ai miei e ai vostri commenti.

Da quando è stato rilasciato il primo trailer è passato diverso tempo, durante il quale l’aspettativa è cresciuta fino ad arrivare all’E3 che si concluso da poco, dove sono stati mostrati un nuovo trailer e diversi video di gameplay.
Nel bene o nel male una cosa appare chiara: Capcom ha deciso di fare le cose davvero in grande stavolta, investendo risorse e personale come mai aveva fatto prima d’ora. Capcom è una software house davvero strana: da un lato mangia soldi in modo indegno con porting e controporting dei suoi giochi su mille piattaforme, dall’altra sa creare dei veri e propri gioielli che sanno ritagliarsi un posticino nella storia videoludica.

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Di re6 sappiamo del ritorno di alcuni volti noti della saga e che il gioco sarà strutturato su tre fili che andranno ad intrecciarsi: vestiremo i panni di Leon, Chris e del figlio di Wesker, cosa che probabilmente darà al titolo un ottima longevità e rigiocabilità. Gli eventi li porteranno ad incontrarsi ed ognuno di loro avrà qualcuno di supporto, cosa che darà spazio all’azzeccatissima cooperativa già sperimentata in re5.
Altro gradito ritorno è la presenza di un virus, il nuovo virus C, al posto de las plagas: sarà una stupidata ma un virus da molto più l’idea di emergenza, di pericolo e di rapido degenero della situazione rispetto a un parassita che va impiantato uno alla volta e rende solo assassini ma non veicolo d’infezione.
Resident Evil 6 appare tecnicamente superbo (per l’attuale generazione di console) e soprattutto sembra voler cercare di unire lo stile horror ai moderni standard di gameplay, per calmare un po’ delle critiche subite da re5. A questo proposito apro una parentesi, che in realtà è stata la motivazione di stesura di questo articolo….

Il web già ora è spaccato in due: veterani nostalgici e fan boy. I primi criticano ferocemente re6, e in generale ogni capitolo a partire da re4, per aver snaturato la natura horror della serie. I secondi sostengono a costo della vita qualsiasi pu*****ta che Capcom sforni con il marchio Resident Evil.
Finisco subito qui di parlare dei fan boy perché non mi va di sprecare inutilmente tempo/caratteri per loro. Parlando ora ai veterani (dove in un certo senso mi trovo anch’io), voglio analizzare a dovere qualche aspetto partendo con il concetto di horror. Chi sostiene che “ormai re non ha più niente di horror” ha ragione, ma per il semplice fatto che re non è MAI stato un gioco horror: Resident Evil è un survival-horror, che è ben diverso! Un gioco horror non è altro che terrore e paura puri e semplici trasformati in videogioco, non necessariamente da abbinare ad armi o combattimenti. Per esempio le saghe di Silent Hill, Project Zero, Clock Tower, sono tutte horror. Resident Evil no, e il motivo è facilmente spiegabile.

Cosa fa appartenere un gioco al genere horror? Solo tre cose: l’atmosfera, il design e le musiche. Il gameplay è quasi ininfluente. Vi porto degli esempi: prendete Resident Evil 2, rendete tutto luminoso, colorato di rosa con fiorellini e mettete come musica “vola mio mini pony”, mantenete però Leon che spara contro zombie sanguinanti. Ora, io non è che sono un pozzo di scienza… ma vi sembra un horror?
Resident Evil di recente ha solo ridefinito il concetto di ciò che è sempre stato: un survival-horror (io lo chiamerei action-horror veramente), cioè un gioco d’azione con elementi che solamente richiamano il genere horror.
La sola differenza tra re2 e re6 è l’adeguamento agli standard tecnici e di gameplay dei giorni nostri. Perché allora re2 era molto più horror di re6? Le musiche erano molto ben fatte, il gameplay di certo aiutava perché avere poca visuale e movimenti impediti aumenta la tensione, me questi erano semplici limiti tecnici dell’epoca… vi immaginate un gioco oggi con inquadrature fisse e personaggi marionetta? Sarebbe ridicolo e venderebbe due copie. Gli unici due elementi reali che tempo aumentavano la paura erano la solitudine e la grande scarsità di armi o munizioni (concezione di cui Silent Hill è pioniera), infatti avere un partner e un arsenale alla Rambo rende il giocatore psicologicamente meno vulnerabile. Ulteriore prova di quello che sto dicendo: re5 è molto poco horror per via di mancanza di atmosfera e di musiche adeguate, mentre lo è il dlc Incubo senza uscita che guarda caso riprende le caratteristiche appena descritte, facendoci tornare in una moderna versione di re’96.

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Con questo non sto dicendo che re6, o comunque la piega che la saga ha preso, debba piacere per forza. Dico solo che il mondo va avanti e non possiamo pretendere di restare ancorati a modelli vecchi di oltre 15 anni. Certamente ci sono giochi e stili che dobbiamo preservare e sono il primo a sostenere il retro-gaming di molti capolavori insuperabili, ma va fatto semplicemente rigiocandoci, non cercando di resuscitare oggi delle meccaniche morte e sepolte. Io stesso sono rimasto perplesso da re5 per l’assenza totale di qualsivoglia richiamo all’horror, per fortuna la divertente cooperativa ha messo una grossa pezza rendendo il titolo godibile e longevo in modo diverso.
Re6 riporta in gioco la componente horror ma allo stesso tempo amplia ulteriormente il gameplay per renderlo più action che mai, nei video si vede l’uso di asce e attacchi corpo a corpo che sfruttano l’ambiente circostante tramite azioni interattive con tasti e tempi prestabiliti (Gow fa da maestro), tutto quanto per rendere il gioco più coinvolgente e cinematografico possibile. Cosa che a mio parere va benone perché se ci trovassimo nella realtà a fronteggiare orde di zombie credo che useremmo granate, armi improprie, rotolate, scivolate, salti e tutto ciò che serve per la sopravvivenza, non ce ne staremmo certo impalati come manichini a sparare in linea retta senza poter usare un tavolo come copertura. Non cercheremmo nemmeno di risolvere complicati rompicapo per aprire una porta con un chiave bizzarra, quando siamo un agente ben addestrato che la può buttar giù con un calcio…

Resident Evil 6 sta convogliando i punti di forza della saga e le moderne meccaniche di gioco, con le giuste atmosfere e una trama come si deve questo gameplay potrebbe donare un’esperienza come mai l’abbiamo avuta. Voi che ne pensate? Io ritengo che il gioco abbia un potenziale enorme, vedremo se Capcom saprà sfruttarlo appieno o se gli sfuggirà fra le dita cadendo nella tazza…

“SSSTAAAARRSSS….”

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