Etica del tecnico informatico e negozi disonesti

pc-rotto

Lavorando con i pc a volte mi trovo a contatto con tecnici, negozi e rivenditori. Quando accade c’è davvero da mettersi le mani nei capelli per la quantità di fregnacce, per l’incompetenza e a volte per la poca onestà che si trova. Mi sono capitati freschi freschi due episodi che vorrei raccontarvi.

E’ lupus!
Una persona che conosco mi ha detto che il suo pc non dava segni di vita a livello di rete internet. Dopo qualche telefonata e un sopralluogo stabilisco che il problema è hardware, non sto qui ad annoiarvi con la diagnostica fatta, e consiglio provvisoriamente di comprare una chiavetta usb wifi dato che nemmeno una scheda lan aggiuntiva sembra funzionare.
Lei va nel negozio più vicino per farsela installare e tutto funziona bene. Però… però: il negoziante dice che il problema potrebbe anche dipendere da un “forte virus”, anche perché sul pc è installato Avira Personal Free che secondo lui è un pessimo antivirus. Così mi chiama e mi chiede consiglio sul da farsi, e io spiego: prima di tutto ho fatto tutte le verificare software e hardware possibili, anche tramite una live gnu/linux, ed escludo al 1000% che la causa sia un virus o qualsiasi altra ragione software. Secondo, reputo Avira il miglior antivirus (o almeno uno dei migliori, e AV Comparatives mi da ragione) in circolazione senza nemmeno bisogno degli inutili orpelli della versione Premium.
Il fatto è che il negoziante ci ha provato, voleva guadagnare su un antivirus a pagamento + manodopera in un caso palesemente inutile. Per tirar su qualche decina di euro avrebbe fatto un disservizio al cliente che non avrebbe risolto nulla, anzi forse avrebbe avuto un antivirus meno efficace o più pesante per il pc. Oltretutto dato che è stato beccato si è bruciato un cliente e forse altri per passaparola.

La particella di sodio
Altro caso: un mio amico che lavora in un ufficio. Il pc da sintomi d’instabilità molto pesanti, vado io e facendo i dovuti test risulta essere uno dei due banchi di ram che si è rovinato del tutto. Il responsabile acquisti della ditta va da una nota catena di negozi d’informatica, dove di solito si fornisce e dove ha ancora questa ram in garanzia, chiedendo due nuovi banchi secondo mie indicazioni. Torna con un solo banco di marca diversa ma con stesse caratteristiche, spiegandomi che il negoziante per questioni di garanzia ne può cambiare una e che secondo lui va bene comunque. E io dico: guarda che due ram si possono mettere in dual channel solo se sono identiche al 100% altrimenti o viaggiano in single, oppure potrebbero esserci (anche nel tempo) malfunzionamenti vari che è bene evitare. Proviamo e addirittura il pc non parte, credo quindi ci sia un qualche difetto nella scheda madre o negli slot della ram, cosa possibile anche perché è un modello molto economico.
Il responsabile torna al negozio e gli dicono che forse la ram è difettata e va cambiata, in caso che ancora non funzioni dovrebbe andare tutto a posto aggiornando il bios. -_-
Allora spiego: non è difettata perché da sola funziona, è la scheda madre che per qualche suo difetto le doppie ram nemmeno le accetta se non sono uguali. Sostituirla non cambierebbe niente ed aggiornare il bios men che meno, anzi si rischierebbe solo di trasformare la scheda madre in un fermacarte. Basta comprare due dannate ram uguali e spendere sti 30 euro! Invece no, viene data fiducia al negoziante e io naturalmente mi rifiuto di toccare il bios. Morale della favola il mio amico ora lavora con metà della ram dovuta.

…e vissero tutti felici ed ignoranti.
Nell’informatica ce n’è di tutti i colori, dall’incompetenza patologica all’etica morale discutibile. Non voglio però assolutamente fare di tutte le erbe un fascio, per esempio il mio fornitore/negoziante di fiducia è oggettivamente competente e soprattutto molto onesto e come lui sono certo molto altri. Lavorando nel settore posso assicurarvi che di problemi ne capitano a palate anche senza andarli a cercare o a provocare, indipendentemente dal tipo di pc o dal sistema operativo usato. Una cosa che ho imparato in tanti anni sul campo è che la preparazione e l’onestà alla lunga pagano più di tutto. All’utente dico… stai attento e cerca di non farti fregare. Al “professionista” dico…

“…sei mai stato su una vera barca per gamberi?”

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2 Risposte to “Etica del tecnico informatico e negozi disonesti”

  1. Andy86 Says:

    Ciao.

    A proposito del secondo caso, è successa una cosa simile anche a me, ed ho risolto proprio aggiornando il bios, ma ci sono arrivato da solo, senza negozianti in mezzo, a parte che mi ha venduto la ram.

    • MasterPJ Says:

      Si non è impossibile risolvere aggiornando il bios. La situazione specifica però, cioè pc di una ditta a cui dai un occhio per fare un favore a un amico, non è delle migliori per rischiare di aggiornare. Anche perché rimpiazzando due ram uguali di un altro pc della ditta funzionava, quindi bastava comprarle. Se poi vogliono fixare la cosa aggiornando il bios ok, ma che si prendano la responsabilità loro.


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