Il futuro del desktop Linux sarà rolling release?

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Le distribuzioni GNU/Linux hanno diversi modelli di aggiornamento, di recente ho avuto la sensazione che in rete stia diventando sempre più popolare il tipo rolling, semplicemente perché non necessita di reinstallare e riconfigurare il sistema operativo. Buttiamo giù qualche considerazione e ipotesi sul presente e il futuro.

Prima uno schemino riassuntivo per i novizi del mondo Linux, con i principali modelli di update in uso oggi:

  • Rolling: gli aggiornamenti arrivano appena rilasciati, per questo il sistema operativo va installato una sola volta e si procede all’infinito in questo ciclo. Ci sono distro rolling stabili e altre instabili, usate per lo sviluppo. Esempio, Debian sid, Arch Linux e derivate.
  • Half-rolling: essenzialmente funziona come una rolling e non serve reinstallare, solo che le nuove versioni del software vengono rilasciate in modo più cauto, quando sono state ben testate e ritenute stabili. Non tutto il software viene necessariamente aggiornato ad ogni versione se ritenuta non affidabile, soprattutto a livello core. Esempio, Chakra, Linux Mint Debian Edition, Debian testing.
  • Rilascio programmato: in base ad una precisa tabella di marcia (roadmap) viene rilasciata una nuova versione della distro ogni tot mesi, che ha un periodo di supporto per gli aggiornamenti ben definito, oltre al quale bisogna installare la nuova versione. Alcuni software vengono tenuti al passo, mentre la parte core e il desktop environment ricevono solo bugfix. Esempio, Ubuntu e derivate.
  • Al pronto: Gli aggiornamenti e il periodo di supporto funzionano come per le distro a rilascio programmato, con la differenza che non c’è un calendario fisso dei rilasci ma gli sviluppatori pubblicano le nuove versioni quando le ritengono pronte, abbastanza stabili e mature. Esempio, Linux Mint, Debian stable.

Di recente OpenSUSE ha offerto una versione rolling grazie al progetto Tumbleweed, e anche gli sviluppatori di Fedora stanno soppesando la possibilità di passare al rolling release. I cambiamenti nell’aria di questi due colossi mi hanno fatto riflettere sul fatto che, fra le “grandi distro”, solo Ubuntu non offre un modello a rolling. In effetti potrebbe essere una buona soluzione sia per gli utenti che per gli sviluppatori creare un doppio rilascio: uno formato dalle lts come accade già, e uno rolling che sostituisca i rilasci intermedi, in questo modo gli utenti più esperti non avrebbero bisogno di reinstallare, ogni due anni i pacchetti coinciderebbero alla lts e anche gli sviluppatori avrebbero meno carico di lavoro, dovendo lavorare su un’unica versione rolling anziché a tre o quattro rilasci intermedi insieme. Vabbè questa era una mia considerazione personale, però non trovo l’idea così malvagia. Voi che dite?

Negli ultimi tempi in rete vedo sempre più attenzione verso le distro rolling e il motivo è presto detto: reinstallare non piace a nessuno, è una perdita di tempo e cambiare tutto il software in un botto non è necessariamente un’operazione priva di inconvenienti, anzi!
In effetti al momento, usando Chakra e conoscendo lmde, secondo me le half-rolling sono quelle che offrono il miglior compromesso tra aggiornamenti e stabilità. Per esempio, ho usato per anni Ubuntu e rispetto a Chakra era visibilmente più buggata ed instabile, ma Ubuntu è anche un esempio infelice perché adotta il modello (a mio avviso) meno consigliabile. In effetti avere una scadenza fissa è un grosso pericolo per la qualità della distro, perché non si ha il tempo di fare i dovuti test e nel caso qualcosa andasse storto andrebbe risolto strada facendo, ma nel frattempo gli utenti hanno già installato il groviglio di bug. Quindi eviterei queste distro, per lo meno per diverse settimane dal rilascio.
Le distro “al pronto” sono molto stabili in genere e adatte agli utenti più inesperti, perché una volta installata in linea di massima si va lisci senza problemi per anni. C’è solo l’inconveniente che non si ricevono nuove versioni, probabilmente migliori, del software in uso.
Per l’utente che non ha paura di aprire il terminale sono consigliabili le rolling, perché si hanno software recenti e con un po’ di attenzione anche una buona stabilità. Rispetto alle rolling più spinte consiglio le half-rolling, che vanno un po’ più caute con gli updates.

Ora ditemi, soprattutto se negli anni avete provato distro con diverse modalità di aggiornamento, quale modello preferite? Perché lo avete scelto rispetto al precedente? Io ho già detto in breve la mia esperienza, quella di Sanzo è simile alla mia. La parola a voi.

“*toc-toc-toc* Penny! *toc-toc-toc* Penny! *toc-toc-toc* Penny!”

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46 Risposte to “Il futuro del desktop Linux sarà rolling release?”

  1. ernstfree Says:

    Non dimentichiamo PCLinuxOS! Una rolling quasi “storica”. Io la uso dal 2010 e la ho installata su parecchi computer … si comporta molto bene ed è molto semplice per qualsiasi utente.
    Come completezza forse OpenSuse Tumbleweed è superiore, ma come stabilità PCLinuxOS è quasi imbattibile.

    • MasterPJ Says:

      Io provai PCLinuxOS per qualche giorno, ma non mi è piaciuta molto per il fatto che un desktop kde è costruito per metà con roba gtk, preferisco mantenere i due mondi distanti per maggior integrazione del software e coerenza estetica. Però parere personale.

  2. MasterPJ Says:

    Ciao Eroe e grazie 🙂
    Al momento sto testando per la prima volta Manjaro, infatti prossimamente ci faccio un articolo. Finora la sto trovando adatta per pc leggeri in versione lxde, mentre le altre devo ancora vederle. In generale ottima per avere software aggiornato in modo rolling con alcuni de in particolare.
    A parte Chakra ritengo ottima Mint Cinnamon, mentre piuttosto buona kubuntu, debian stable e forse ora anche manjaro.

    • Eroe Says:

      Cia Master, 🙂
      non ti so dire per quale innovazione, sul mio Pentium 4, 1,60 Ghz nel quale i 1250 Mb di Ram preveggentemente installati al momento dellacquisto, mi consentivano di usare questa vetusta macchina anche con le attuali Ubuntu a patto di avere una carrozzeria leggera (lxde), a partire dalla ultima versione di Ubuntu 12.10 e corrispondente Mint il sistema non si installa più. Per ragioni analoghe ma diverse non potrei provare Chakra.
      A presto

      • nakki Says:

        Allora ti consiglio di mantenerci lubuntu 12,04,2 LTS. O al massimo di pensare di installarci debian wheezy lxde, che probabilmente è più leggera di ubuntu, a partire dal kernel…

      • MasterPJ Says:

        Può essere un discorso di compatibilità con i kernel più recenti. Prova con distro più consolidate come suggerisce nakki, lubuntu 12.04 lts oppure meglio ancora debian stabile lxde.

      • Eroe Says:

        Dopo questi problemi sono passato a LMDE, che è splendida e raggiunge al momento, forse ciò che ho sempre desiderato da una distribuzione. A presto

  3. Eroe Says:

    Ciao a tutti, il leggere i vostri post trasmette una irresistibile voglia di conoscere.
    Con i vostri ultimi interventi mi avete trasmesso il desiderio di smanettare Manjaro, avendo letto molte notizie sia su Manjaro che Chakra.
    Utilizzo stabilmente Linux dal 2007 avendo già cominciato a provare alcune distribuzioni dal 2004. Redhat, Ubuntu, Opensuse, Mandrake, Fedora, Slax, Puppy, Mint sono state le distribuzioni che ho provato negli anni ed ora sono entusiasticamente su LMDE, il cui sistema rolling, o meglio half-rolling mi soddisfa al massimo.
    Utilizzo alcuni pacchetti dello sconfinato parco software di Debian ed ho notato che su altre fra le maggiori distribuzioni non si trovano. Un esempio (e solo a titolo di esempio) per tutti è un pacchetto per la scannerizzazione fascicolata, gscan2pdf, che peraltro sulla stessa LMDE pur essendo presente nei repository, non sembra godere di un supporto diretto. Mi chiedevo se per le derivate di Arch, si può contare effettivamente sulla possibilità effettiva di disporre di un parco software davvero equiparabile a quello di Debian.
    Un saluto a Master e a tutti voi

    • nakki Says:

      Ciao Eroe, abbiamo un storia simile nell’utilizzo di linux…
      Io ho usato molto debian e le debian based (ubuntu prima, xubuntu e kubuntu negli ultimi periodi) ed in effetti il parco pacchetti che offrono le debians è difficilmente equiparabile. Attualemente uso chakra e kubuntu (che vorrei sostituire con debian wheezy kde) e per la maggior parte delle mie esigenze chakra soddisfa le mie esigenze. In alcuni casi ci sono programmi di cui, nelle altre distro, non trovi traccia (es. jDownloader). Poi oltre ai repo standard, che in effetti se confrontati con debian sono poca cosa, essenziali; ci sono sono i ccr che aggiungono parecchia robetta, anche se da usare con cautela.
      Non saprei per quanto riguarda arch o derivate…usate troppo poco…

      • Eroe Says:

        Ciao Nakki, si abbiamo storie simili. L’aspetto che di Linux più mi entusiasma è da sempre la pulizia della struttura e i sistemi di pacchettizzazione/installazione/rimozione del software. E’ per questo che vorrei provare Chakra e Manjaro. Ancor prima di conoscerle mi paiono essere se possibile ancora più modulari delle altre distribuzioni.

  4. luciano Says:

    Ho debian stable in quasi tutti i miei computer. Sono capitato qui proprio mentre sto scegliendo una rolling distro da testare. I motivi:
    – ho comprato un ultrabook con intel i5 e disco ibrido, che nessun kernel attuale supporta al 100%
    – di professione faccio il programmatore web e con l’avvento di html5 ho bisogno di software sempre aggiornatissimo
    – uso sempre più software per la gestione di dispositivi mobili (per connettermi o semplici emulatori).

    Quindi, a scapito della stabilità che per me ha avuto sempre il primo posto, sento la necessità di avere un sistema sempre aggiornato, a costo di installare beta version.

    • MasterPJ Says:

      Se sei così bisognoso di software aggiornato ma non vuoi che il pc si impalli ogni due giorni, per me la soluzione che fa al caso tuo è Arch. Una volta che sei riuscito ad installarlo hai pacchetti sempre all’ultima versione ma con buona stabilità, in più puoi scegliere qualsiasi desktop environment preferisci.

    • andreazube Says:

      Condivido quanto detto da master, arch è una buona scelta. Per la post-installazione, poi, puoi usare l’archmind-script (trovi info in rete -è uno script fatto da me)

  5. GR Says:

    “Mamma” Debian anche per questo aspetto ha il modello di distribuzione migliore: la stable, rilascio programmato (beh, forse non proprio programmato 😉 … ) per puntare al massimo sulla stabilità sui computer di produzione e la testing e unstable che sono rolling per i fans dell’aggiormento.
    Saluti e complimenti per il vostro blog.
    Paolo

  6. MasterPJ Says:

    Chrome installato da ccr, che prende il .deb dai server google e semplicemente lo scompatta e crea i collegamenti. Chromium da ccr si mette a compilare mezzo universo, dopo più di un ora era ancora dietro quando ci ho provato.

  7. nakki Says:

    Nell’ottima che prossimamente reinstallerò chakra, appena mi leverò alcuni impegni universitari (OT: oggi in aula studio ho visto con entusiasmo un ragazzo che usava e studiava su un pc portatile di diversi anni con installato, credo, ubuntu o comunque una distribuzione linux, mentre io studiavo dal mio con Kubuntu).
    Io preferisco usare chrome/ium come browser, e i bundle vorrei non usarli più in quanto con chromium mi hanno dato diversi problemi, in passato. Che metodo mi consigliate per installare chrome o chromium su chakra senza tanti sbattimenti e ore per compilare?
    grazie

  8. MasterPJ Says:

    Per la ricerca del software ci sono i comandi da terminale, li trovi nel wiki. Altrimenti il comodo database sul sito ufficiale, in pratica cerchi e sfogli direttamente nel repo. I bundle sinceramente sono più lenti del normale al primo avvio, poi però nell’utilizzo sono alla pari del normale software. Poi per alcuni bundle c’è la versione ccr o scappatoie più veloci, dipende da quel che ti serve. Cmq non pensare che sia una distro tutta a riga di comando, una volta che hai installato ciò che ti serve con database alla mano, per il resto vai molto del comando per aggiornare, il terminale non viene usato così tanto.

    • Stefano "Sekhemty" Says:

      Bene grazie mille, gli farò fare un giro su macchina virtuale! 🙂

      • andreazube Says:

        In macchina virtuale va benone la relase di adesso, ma casomai decidessi di installarla di consiglio di aspettare un paio di settimane e prendere la nuova ISO.
        Si, masterpj probabilmente ha ragione a dirti di provare ad aggiornare, ma la nuova iso probabilmente avrà molte novità, ad esempio una nuova versione dell’installer (che, logicamente, usando la vecchia ISO non potresti apprezzare)

  9. Stefano "Sekhemty" Says:

    Mi state tentando. A livello di completezza dei repository com’è? Il parco software è abbastanza ampio?

    • MasterPJ Says:

      Guarda i repo ufficiali sono molto forniti, in casi particolari poi ci sono oltre 3000 pacchetti nei ccr, più i bundle per i principali software gtk. Se non bastasse, con un po’ di dimestichezza, si può accedere ad AUR di arch (la distro più fornita in assoluto) e convertire i pacchetti in ccr, o ancora si può richiedere sul forum ad utenti più esperti la cortesia di farlo per te.
      Dal punto di vista software fidati, non ti devi preoccupare. Devi solo valutare se ti scoccia gestire il software da terminale e se ti garba la mentalità kde-centrica, se questi due fattori sono ok una prova di qualche settimana dovresti farla, Chakra è davvero un gioiello di distro. Specie ora che sta per arrivare kde 4.10: se la installi ora, sperimenti l’update e vedi cosa ne salta fuori (rispetto a distro meno incentrate su kde), capirai quello che intendo 😉

      • Stefano "Sekhemty" Says:

        L’uso del terminale non mi spaventa, anzi. Solitamente per comodità tendo ad utilizzare le GUI ma mi “sporco le mani” volentieri.
        Più che altro essendo per la maggior parte gestito da riga di comando, mi dà l’idea di essere comodissimo se si conosce già il programma da installare, ma un pò meno pratico per cercare software generico, per il quale adesso uso l’ottimo Muon.
        Anche l’idea di avere un sistema “sporcato” il meno possibile con librerie esterne mi alletta.
        I bundle come prestazioni come li trovi? Sono paragonabili alle loro versioni tradizionali come velocità e reattività?

  10. MasterPJ Says:

    Concordo con nakki. Ho appena dovuto fare una nuova installazione di Chakra e devo dire che, a parte il discorso terminale per la gestione del software, per il resto è diventata davvero un gioiello di semplicità e accessibilità. in un attimo hai il desktop pronto comprensivo quasi di tutto, e i repo e i ccr hanno una gamma vastissima di pacchetti per ogni esigenza.

    • nakki Says:

      Vorrei che ci fossero ancora le iso minimali invece del DVD completo. Molte applicazioni che installa non le uso e non mi servono ma per il resto è tutto ottimo, anche se sono un paio di mesi che non uso chakra.

      • MasterPJ Says:

        Eh si hai ragione, sono stato uno di quelli a sostenere il ritorno della iso minimale sul forum ufficiale. Ma d’altronde gli sviluppatori hanno la libertà di proporre la propria distro come meglio credono. Tra parentesi, ho dovuto installare chakra su un portatile l’altro giorno (cosa che mi ha dato qualche nuovo argomento per piccole guide, che farò a breve) con la iso dvd 2013.01. Devo dire che l’accessibilità ormai è al pari di ubuntu, se non superiore. Si è noioso dover rimuovere tanti software, ma è lo stesso tempo che impiegheresti ad installare tutto con la iso minimale. Inoltre alcuni passaggi, come i servizi, sono semplificati con la versione dvd. La strada scelta è quella della semplicità e pronti out-of-box, in quest’ottica il lavoro svolto è davvero ottimo.

  11. Stefano "Sekhemty" Says:

    Io fino ad ora ho sempre usato distro con release a scadenza fissa (fondamentalmente, tutte varie versioni di Ubuntu), ma il metodo half-rolling mi pare quello ideale e probabilmente la prossima volta che dovrò effettuare una nuova installazione terrò in considerazione anche questo aspetto.
    Considerando che ormai ho scelto KDE come mio ambiente desktop, probabilmente darò un’opportunità anche a Chakra, anche se non sono entusiasta di abbandonare il modello debian-based.

    • nakki Says:

      Guarda anch’io all’inizio era titubante, ma una volta imparati quei due comandi per installare e aggiornare, capiti i ccr e altre piccolezze il sistema va che è una meraviglia. Una pecca (imo) sono i bundle che spesso sono lenti e a volte mi hanno creato problemi.
      Poi c’è da dire che chakra è in continua espansione e pian piano aggiunge parti. Ma fin da subito è stata una gran distro, che a mio avviso si distingue nettamente dalle altre, che tendono ad essere, sempre IMO, tutte (o quasi) la copia dell’altra.

  12. sky Says:

    Non è una novità per linux! Ad es gentoo ha da sempre questo aporoccio! non ho mai reinstallato nulla dal 2003.

  13. pier Says:

    io uso da tempo opensuse tumbleweed, mi ci trovo benissimo, ho sempre un sistema di riserva con la versione stabile, ma la rolling non mi ha mai dato problemi gravi, c’e’ che quando devi installare i driver nvidia dopo qualche aggiornamento kernel lo devi fare a mano da terminale, ma quando non hai bisogno di aggiornare il kernel perche’ funziona tutto bene non c’e’ problema

  14. andy77 Says:

    Rolling release per gli smanettoni e chi si diverte a farlo, half rolling per chi non ne ha il tempo/la voglia.
    Io, per esempio, sul mio pc personale ho arch, ma su quello che condivido con mia moglie ho optato per manjaro, che ha al 99% gli stessi pacchetti di arch, ma rilasciati meno spesso, dopo controlli opportuni; e con entrambe mi trovo benissimo.

    • MasterPJ Says:

      Ecco dimmi un po’ di Manjaro, so che si basa su arch ma i repo sono proprio quelli di arch, o usa repo proprio sui quali importa i pacchetti di arch? O le due cose insieme? Manjaro di fama sembra una distro apprezzata, ma non la conosco molto… anche quanto supporto da parte di quanti sviluppatori o utenti ci sta dietro. Riesci a farmi un suntino su come è organizzata?

  15. andrearanaldi Says:

    Io sono un felice Gentoo user (il papa` di sabayon). E` una rolling release, viene aggiornato periodicamente soltanto il live cd. Come distribuzione mi da molte soddisfazioni, riesco ad ottenere esattamente quello che voglio e risco ad integrare facilmente codice e programmi non distribuiti nei repository. Di contro richiede una certa familiarita` con la console ed una certa cura negli aggiornamenti, i file di configurazione vanno aggiornati manualmente (ma questo per me e` giusto), un errore nelle flag di compilazione ti puo` bloccare la macchina.
    Per i server il discorso e` differente, se posso dedicarci tempo con una certa frequenza monto Gentoo volentieri, altrimenti Debian forever (e` stabile e si aggiorna praticamente ad occhi chiusi). Tradotto lavorativamente: per i clienti monto Debian per divertirmi torno al Gentoo.

    La stabilita` di Gentoo e` un discorso differente: i repository sono ben curati, i pacchetti marcati come stabili sono sempre stabili (alcune volte anche conservativi) e gli ebuild contengono sempre tutte le informazioni per per la corretta compilazione; E` facile, nonch`e bello, farsi prendere la mano dalle personalizzazioni e comunque devi scegliere sempre con cura tutto. In sintesi nelle distribuzioni di questo tipo la stabilita` generale e` sostanzialmente influita dal sistemista che ha progettato/mantiene il sistema.

    Ovviamente e` la mia esperienza e dategli il peso che ha, “I am a Bear of Very Little Brain, and long words bother me.”

    MdreW

    • MasterPJ Says:

      La cosa che mi ha sempre tenuto alla larga da Gentoo è il fatto che tutto di tutto va compilato, quindi sia ad installare il sistema che a mantenerlo servono tempi lunghi e una sala fitness per la cpu. A parte questo non lo conosco molto… quindi grazie per le info 😉

      • andrearanaldi Says:

        Vero, anche se con un computer moderno non e` piu` cosi` stressante, sono pochi i pacchetti che per essere compilati richiedono un grande tempo…. esclusi libreoffice, firefox e tanti altri 😉

        Nel mio portatile (cpu core 2 e8400 2.6) riesci a lavorare senza eccessiva angoscia durante la compilazione (ovviamente a scapito del tempo di compilazione), mentre con un server senza accesso grafico i pacchetti dolenti sono veramente rari.

        Certo, richiede un minimo di ingegnerizzazione ma penso sia una buona palestra. Non puoi permetterti gli apt-get dist-upgrade ad occhi chiusi su una macchina in produzione, ma onestamente gli occhi chiusi sono sempre deleteri quando si lavora 🙂

        Per il resto non esiste la distro perfetta, al massimo puoi trovare la piu` adatta all’obbiettivo. Mi piacciono le rolling ma gli uffici preferiscono le LTS che generalmente sostituiscono insieme alle macchine.

        MdreW

  16. MasterPJ Says:

    Grazie nakki, sono tutte preziose info in più per tutti 🙂

    @andreazube
    Lo ammetto, lo avete notato in due, stavolta era facile… vorrà dire che la prossima sarà da veri “coglitori di citazioni agonistici” 😉

  17. andreazube Says:

    Opensuse se ben ricordo ti da un repo per ogni pacchetto che vuoi tenere aggiornato, cosa che in effetti ha molti pregi, anche se come difetto può sembrare una cosa “casinista” a un nuovo utente di opensuse
    Comunque il linea di massima sono d’accordo con masterpj sulla questione delle rolling- non rolling ecc.
    p.s. questa volta la citazione era davvero troppo facile, di solito non ho idea di cosa siano e invece stavolta era lampante 😛

  18. nakki Says:

    Aggiungo che io avendo iniziato con ubuntu e derivate, poi passato a mamma debian in alcuni casi, mi trovo, per mia abitudine, meglio con i pacchetti deb, apt e soprattutto synaptic!
    L’unica distro non debian-based che ho usato per lunghi periodi con soddisfazione e senza rimpiangere più di tanto synaptic è stata chakra. Ai tempi aveva appset-qt, che ritenevo valido e che sostituiva egregiamente synaptic, in base alle mie esigenze. Poi quando l’hanno levato ho avuto un po’ di panico ma mi sono subito abituato ad usare solo terminale e al massimo il sito per guardare i pacchetti.

  19. nakki Says:

    A dire la verità le ho provate, ma per poco, giusto il tempo di darci un’occhiata…
    Delle due, openSuse l’ho provata di recente per qualche settimana e la prima impressione era di aver davanti il KDE più stabile che avessi mai provato, ma ripeto non l’ho usata così a lungo per avere una visione completa. Trovo yast incasinato e spesso complica invece di semplificare, anche se l’idea di base di un unico centro di controllo per tutto (o quasi) non mi sembra brutta.
    I repository li ho capiti poco….bisogna aggiungerne uno per avere i driver nVidia (purtroppo devo usarli nel mio pc), un altro per vlc, uno per questo e uno per l’altro…
    Per quanto riguarda sabayon l’ho provata poco e qualche anno fa e non ricordo esattamente cosa non mi aveva convinto. Adesso non so come sia…
    Mi spiace di non esserti più utile…

  20. MasterPJ Says:

    Un bel +1 a nakki nella hall of fame! (vabbé non è che ogni volta si possono fare citazioni assurdamente difficili 😉 )
    Hai decisamente un bel bagaglio d’esperienza, quindi ne approfitto per chiederti un parere su sabayon e opensuse. Nel senso che le ho provate entrambe ma per un’occhiata su virtuale e basta, non le ho mai usate davvero, per il fatto che sabayon mi da l’impressione di essere un po’ caotica nell’organizzazione, mentre opensuse sembra la sorellastra open di windows. Tu che le hai usate davvero che ne pensi?

  21. nakki Says:

    Ah, sono d’accordissimo con te riguardo discorso che ubuntu potrebbe avere una versione rolling e una lts (che oltretutto potrebbe essere sviluppata quando è pronta).
    Ho usato diverse distro: esordii con ubuntu 7.04 e da li ne ho provate. Ai primi tempi, da inesperto e in modo maldestro, mi addentravo a provare le versioni in via di sviluppo di ubuntu (beta o anche alpha) e a volte era un macello, non sempre però. Poi ho capito meglio com’è strutturato il mondo GNU/linux e ho capito i vari canali di aggiornamento. Ho avuto la smania di aggiornare sempre tutto, che a volte mi ha portato ad installare anche software instabile da ppa di pincopallino.
    Ho usato negli anni, per lunghi o brevi periodi, ubuntu, kubuntu, fedora, zenwalk, xubuntu, debian, chakra, mint, sabayon, openSuse, mandriva e sicuramente ne ho dimenticate alcune…
    Nell’ultimo periodo invece apprezzo la stabilità, o meglio la cerco (quasi sempre però trovo qualche lacuna…)
    Ho debian squeeze nel netbook di mio padre, Kubuntu LTS e Xubuntu Oneiric nel mio portatile, debian squeeze e Kubuntu LTS in un vecchio fisso, che uso in casi di emergenza…
    Secondo me le migliori vie sono: una half-rolling per chi necessita di software aggiornato, e una distro che rilasci quando è pronta per chi necessita di assoluta stabilità (magari con supporto per diversi anni)!
    Arch l’ho provata una sola volta, in modo molto confuso, per poco tempo e visto che è da tutti considerata LA distro rolling, dovrei provarla meglio per esprimermi sul rolling puro.

  22. nakki Says:

    Eh vabbeh dai troppo facile! Sheldon Cooper in The Big Bang Theory!!!

  23. ylian89 Says:

    Non mi fido molto del rolling sinceramente…
    P.S. Il film è The Shining?


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