Tomb Raider – Recensione e commenti

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La creatura di Crystal Dynamics / mamma Square ha raggiunto la vetta nelle classifiche di tutto il mondo, anch’io me la sono spremuta e oggi vi porto le mie impressioni e considerazioni.

Premessa: ho affrontato questo gioco senza aspettarmi un giocone, per via di alcune recensioni piuttosto dure che circolano in rete, ma covavo buone speranze che si sbagliassero… ed è stato così. Non sono mai stato un fan della Lara originale: donna-acrobata d’acciaio alla ricerca di poligoni a cui appendersi in modo millimetrico. Giocai anni addietro a Tomb Raider 3 per PsOne, a metà lo abbandonai perché lo trovavo noioso e a tratti frustrante. Ci riprovai con Revolution più avanti ma son durato un paio di missioni. Personalmente quindi, la tabula rasa che è stata fatta su questo reboot è stata una vera manna dal cielo.

La trama parte in modo piuttosto semplice: Lara è una pischella alla ricerca della sua prima avventura insieme ad un gruppo di archeologi ed esploratori, quando una tempesta spacca letteralmente la loro nave a metà e li catapulta su un’isola selvaggia. Oltre al dover sopravvivere alla natura, al dover ritrovare i suoi compagni e a tornare alla civiltà, Lara dovrà fare i conti con un gruppo di misteriosi individui che catturano/uccidono gli intrusi per motivi non ben definiti. Ma mano che si procede verrà svelato l’enigma che avvolge l’isola, i nemici e la quasi sovrannaturale tempesta che non permette a nessuno di andarsene (ho avuto qualche flashback dalla serie Lost 😉 ). Durante il gioco troverete decine di documenti che, a vostra totale discrezione, potrete leggere per approfondire molti dettagli e retroscena riguardo la trama e i personaggi, un tocco quasi anni ’90 che dona ricchezza senza essere pesante o invasivo. Infine, gli ultimi secondi giocabili prima del finale sono un tocco di classe che (ri)presenta la nuova/vecchia Lara Croft.

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Lara è un personaggio sviluppato a mio parere in maniera ottima, anche meglio di alcuni protagonisti di rpg degli ultimi anni. Innanzitutto finalmente ha un aspetto realistico, una bella ragazza senza esperienza sul campo che deve forgiare il proprio carattere ora dopo ora per poter sopravvivere. Questa condizione di partenza le conferisce fragilità e molta umanità ed è studiata per legarla emotivamente al giocatore.
La caratterizzazione non è sempre perfetta, ci sono sbavature come la prima volta che uccide un animale per mangiare… non proprio la reazione più naturale. Tuttavia queste situazioni sono una limitata minoranza, la maggior parte della recitazione è buona e ti tiene incollato allo schermo per l’empatia che si crea con Lara, e sarà bello vederla trasformasi da ragazzina piagnona ad una specie di Solid Snake in canotta scollata capace di affrontare plotoni di soldati.
Alle recensioni in rete che sparano duro sul personaggio di Lara , su come è caratterizzato più che altro, vorrei rispondere: giocate con il doppiaggio inglese. Il primo giro l’ho fatto in inglese e l’ho goduto appieno, al secondo dopo mezz’ora di italiano ho ricambiato perché non si poteva sentire. In inglese Lara risulta più vera, con un timbro più appropriato e soprattutto una recitazione cento volte migliore. Se non siete molto ferrati lasciate i sottotitoli al limite (il gioco permette dal menù opzioni di scegliere la lingua sia del parlato che di tutta l’interfaccia di gioco, ottima cosa!).

Dal punto di vista del gameplay la fusione tra action (ispirato da Uncharted) e base rpg per lo sviluppo di abilità e armi è a dir poco una soluzione stupenda. Lo sviluppo delle armi forse è un po’ troppo semplice per i veterani dei videogames, ma nel complesso funziona e richiede testa per impostare un ordine di priorità.
La componente stealth è buona ma non eccessivamente approfondita: alcune sezioni ce la suggeriscono come la scelta migliore, in altre siamo obbligati alla battaglia aperta, mentre nella maggior parte dei casi starà a noi scegliere quale approccio adottare e come, in modo da lasciarci una discreta libertà d’azione.
In generale il gioco scorre fluido e piacevole, molti strumenti vengono dosati bene e vengono resi disponibili in modo progressivo, in modo che fino alla fine del gioco avremo novità e cose da scoprire. La longevità è più che buona per il genere: gustandomi il titolo e facendo diversi compiti secondari subito sono arrivato sulle 20 ore al primo giro, con un completamento del 86% e solo il 42% dei trofei sbloccati. Per il platino occorrono solo una decina di ore in più ad avventura conclusa, oppure un secondo giro puntando agli obiettivi.

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Il comprato tecnico brilla in Tomb Raider. Il sonoro calza come un guanto (“chissà volevano dire?”) ed il campionamento di effetti ambientali e armi è ottimo (meglio di diversi fps moderi…). La grafica è davvero ben fatta: io ho la versione ps3 e i limiti per gli occhi esperti si vedono in diverse situazioni, ma nel complesso è costantemente su alti livelli e si resta affascinati fino alla fine senza abituarsi a tale qualità. Gli ambienti sono ricchi di effetti d’illuminazione dinamica, fumo, particellari e texture ottime (con qualche lieve leggerezza da trovare intraversando l’inquadratura).
I più grandi punti di forza del gioco restano comunque la regia e l’ambientazione. Ogni zona dell’isola, dal primo all’ultimo minuto di gioco è stilisticamente uno spettacolo, ricca di dettagli ed effetti, davvero un level design di prim’ordine. A questo splendore estetico abbinate una regia (uso della telecamera e altre finezze) da Hollywood ed ecco che Tomb Raider mi diventa quasi un film interattivo. Inquadrature sempre diverse, dinamiche in base agli eventi, comandi a schermo integrati allo scenario e adattati al contesto, perfino i menù sono ben ideati e integrati col resto… insomma una cura al dettaglio non vedevo da una vita in un videogioco. Per fare un altro esempio dell’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori: i caricamenti non ci sono! Ho visto una volta un caricamento a schermata nera, un paio di secondi, e un pugno di volte un leggero scatto tra gameplay e video. In pratica il gioco carica durante azioni scriptate o sequenze varie, e tutto senza installazione su hard disk. Non è poco al giorno d’oggi!

Dopo tutti questi begli elogi, veniamo ai difetti, in primis l’intelligenza artificiale. In realtà non è così disastrosa come si dice, infatti non è dannosa per il gameplay o frustrante (come siamo abituati sugli ultimi RE) ma è solo semplice e banale. Nel senso che i nemici attaccheranno in linea retta privi d’istinto di conservazione, se ci sono coperture le useranno ma spunteranno ad intervalli regolari per spararci, se ci mancano troppe volte andranno alla copertura più vicina… fino ad arrivarci addosso. Diciamo che questo schema non crea alcun problema, solo rende il gioco molto facile per qualsiasi giocatore minimamente senziente. In effetti per smussare la cosa basta giocare in difficile da subito, rende i nemici più aggressivi e ci faranno più male, ma è fattibile senza troppe noie anche perché di munizioni ce n’è in sovrabbondanza. C’è poi da dire che possiamo avvicinarci ai nemici da dietro suonando la tromba senza che ci notino, mentre a volte attiveranno i sensi di ragno per accorgersi di noi e venirci a scovare across map, quindi se venite beccati non vi resta che imbracciare le armi pesanti e rassegnarvi allo scontro diretto.

Secondo difetto: i modelli poligonali. Lara è fatta bene, Roth, Sam e Mathias sono discreti, tutti gli altri fanno un po’ pena al confronto… Ok che la protagonista va curata, ma tenere una linea almeno buona per tutti avrebbe reso la grafica più omogenea durante molti dialoghi.
Per il resto c’è qualche compenetrazione poligonale, un po’ di aliasing qua e la e sporadici leggeri cali di frame rate, cose dovute alla versione console secondo me, su pc dovremmo essere esenti da tutto ciò.

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Per concludere, Tomb Raider è uno dei migliori giochi a cui abbia mai giocato. So che sono parole pesanti e non è un titolo esente da difetti, di sicuro, ma ogni ora passata con Lara trasuda uno sviluppo di altissimo livello, una cura al dettaglio incredibile e una regia da oscar. Certo deve piacere il genere e l’approccio usato nel gameplay altrimenti potrebbe presto diventare noioso, ma oggettivamente è un prodotto di qualità e dimostra che, volendo, si possa lavorare come si deve piuttosto che far leva sul nome del gioco per far soldi facili con impegno zero, come purtroppo accade troppo spesso ormai. E’ dai lontani tempi dei gioielli su PsOne e PS2 che non vivo un gioco così, complimenti a Crystal Dynamics e speriamo che sfornino in futuro un sequel ancora migliore.

“E’ vero che un gatto atterra sempre sulle zampe?”
“NO!!! E’ una voce messa in giro dai cani!”

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