Recensioni, occhio a non abusarne

Questo non è un articolo, ma solo una nota circa l’uso delle recensioni quando si decide di comprare un prodotto.

In questo blog, un consiglio che diamo è quello di affidarsi a recensioni, forum e blog quando si vuole fare un acquisto. Questo alla ricerca di eventuali difetti noti, che potrebbero influire in modo più o meno drastico nella decisione.
Indubbiamente, per quanto sia dispendioso a livello di tempo, è molto utile e da i suoi frutti, ma è una cosa da prendere con moderazione. Il perché ve lo riassumo in pochi punti:
1. Solitamente le persone sono più inclini a lamentarsi, piuttosto che parlare bene di qualcosa. Per questo motivo sarà più facile trovare recensioni negative che positive.
2. Se andate nel pronto soccorso di una città qualsiasi, non potete stabilire obiettivamente che in quella città tutte le persone sono malate. Se andate in forum (o blog) di assistenza tecnica non potete aspettarvi che la gente non parli di problemi o difetti.
3. Una persona che incontra un problema cercherà di andare a farsi aiutare in quei posti dove un problema simile è già stato risolto. È probabile quindi che coloro che vedranno un problema simile al loro in un dato forum scriveranno lì di ciò che non va. Questo è però più vero nel momento in cui nel proprio forum di fiducia non si trova soluzione (es. ho un problema con ubuntu, ma sul forum italiano non mi sanno aiutare, così vado su quello internazionale). Ciò spiega l’elevato caso di problemi simili, riscontrati sulla stessa fonte.
3. Se su 5 forum/blog tutti parlano dello stesso problema non vuol dire che sia comune. Una società vende milioni di pezzi, ma semplifichiamo i conti. Ne vende un milione e voi trovate mille recensioni negative. Facendo per un attimo finta che tutti si lamentino e che riportino i loro problemi, avete ottenuto una % di difettosità dello 0,1% che magari è quella prevista dal produttore nella produzione dei suoi lotti. Ci sono il 99,9% degli acquirenti che sono soddisfatti.
4. Se le persone iniziano a riportare, dopo aver letto in un forum, che un particolare prodotto è intrinsecamente difettoso, la notizia che è affetto da problemi si diffonderà come un virus superando i reali casi di problemi. La PS4 ha dichiarto l’1% di difettosità, ma quei pochi tizi che hanno riscontrato problemi sono stati pubblicizzati talmente tanto che 5 persone sembravano 5 milioni.

In psicologia si è scoperto (da tempo) che l’uomo è un decisore a razionalità limitata, non perché non funzioni, ma perché spesso sbaglia e si lascia guidare da dati non obiettivi, semplificazioni, ipotesi… In particolare vi riporto uno degli errori che, molto comunemente, TUTTI commettono. Si chiama euristica della disponibilità e sostiene che si tende a sovrastimare quegli accadimenti che sono più disponibili alla memoria. Cioè, tanto più facilmente mi vengono in mente esempi relativi a un fenomeno, tanto più credo che questo sia probabile, indipendentemente dalla sua realtà oggettiva e statistica. Quindi se leggo 200 forum che dicono che il prodotto X del produttore Y ha problemi, nonostante poi io vada a leggere che ha venduto 10 milioni di pezzi, sarà facile l’associazione per cui il prodotto X è difettoso.
Un secondo errore, ma legato a questo concetto, è che spesso si argomenta dicendo che “tutti” sostengono tale affermazione. Provate a quantificare quel “tutti” usando i vostri reali dati di confronto (i casi che avete incontrato di persona o letto) e rapportateli al totale. Forse quelle 10-20 persone che che avete incontrato (e che avete definito “tutti”) non sono che una goccia in un oceano.
A questo proposito, MasterPJ mi ha esposto un suo pensiero che riporto qui leggermente modificato per meglio integrarlo nell’articolo: “Caso ipotetico di 1000 persone reali che parlano di un difetto di un prodotto X, contro poche altre che parlano di un difetto nel prodotto Y. In tal caso una persona tende da un lato (quello della difettosità minore) e non solo perché si lascia influenzare, forse c’è davvero un difetto di fondo. Che forse sarà lo 0.1% anziché lo 0.0001 % ma cmq c’è e in misura maggiore”.
Non è ovviamente un pensiero sbagliato. Qualunque consumatore con fondi limitati vuole tutelarsi contro eventuali rischi. Ipotizzando che siano effettivamente mille queste persone e magari solo 20 le altre, se si rientra nella % di difettosità di un prodotto che è stato previsto dall’azienda, allora si dovrebbe tenere bene in considerazione questo fatto, cioè che si è rientrati in quella percentuale sfortunata, ma conosciuta. Se poi, a parità di % di difettosità, una azienda ha meno prodotti difettati di un’altra (o magari hanno solo una % più bassa), non vuol dire che sia qualitativamente migliore perché nella parte di prodotti venduti come sani, magari le due si equivalgono. Ricordo poi che i prodotti difettati sono coperti dalla garanzia che vi farebbe tornare nell’eden del prodotto sano.
Tenete anche presente che ormai, ogni azienda ha un servizio di assistenza alla clientela. Si può tranquillamente usare per chiedere lumi su problemi riscontrati delle persone e come risponde l’azienda in tal senso (magari vi sostituisce il prodotto con uno migliore), che % di difettosità hanno i loro prodotti e quante unità hanno venduto… Magari non vi diranno tutti i dati, ma sicuramente potreste cavarne fuori dettagli utili alla vostra decisione.

Quando quindi la prossima volta consulterete l’ennesima fonte circa eventuali problemi, teneteli da conto, ovviamente, ma ricordate anche la quantità di prodotti dello stesso tipo venduti e per ogni commento negativo, cercatene uno positivo in modo da equilibrare i due poli. Alla fine potrete cercare di fare un’analisi più obiettiva e magari riuscite a stabilire che il problema non è come un bug in un software (quindi tutte le copie sono affette), ma come un frullatore che non funziona a piena potenza per un cavo staccato (quindi un fenomeno isolato).

“Ne parlo diffusamente nel mio editoriale di domani dal titolo: “Come mantenere la corona in equilibrio sulla testa, durante un rapporto orale!”

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