Telegram, la migliore alternativa a Whatsapp

Da qualche settimana non si parla d’altro. Dopo che Marco Montagnadizucchero ha comprato Whatsapp, e dopo il down dei server di sabato 22 febbraio, milioni di utenti in tutto il mondo stanno migrando verso nuove soluzioni di messaggistica istantanea. Telegram è finora l’alternativa più gettonata e promettente, vediamo di capire perché.
Ci sono molte cose da dover sapere su Telegram (vi linko anche il FAQ ufficiale per completezza), molte di più di quelle che ho letto per la rete di recente, cercherò di farvi un quadro semplice per darvi tutte le info necessarie.

Telegram è parzialmente open source. Prima o poi (non ci è dato sapere quando) lo diverrà completamente, ma al momento le parti open sono le API concesse agli sviluppatori e il client. Cosa significa questo? Che gli sviluppatori possono lavorare al massimo delle possibilità e che, per quanto riguarda il lato client, sappiamo esattamente cosa gira sul nostro dispositivo oltre al fatto che è possibile studiarlo alla ricerca di vulnerabilità. Forse questa notizia non è molto confortante per gli utenti Linux, ma almeno si resta padroni del proprio dispositivo (sapendo appunto esattamente cosa abbiamo installato), fatto che non è permesso su altri programmi concorrenti. Quindi ok, al momento è solo una parziale vittoria, ma il fatto che un giorno verrà rilasciata ogni riga di codice conferisce un certo valore aggiunto a tutto il progetto, anche se per ora l’uso è in parte sulla fiducia.

Il cavallo di battaglia di Tg (Telegram) è senza dubbio la privacy e la sicurezza, due parole che purtroppo importano troppo poco agli utenti nel mondo informatico moderno. A differenza di Whatsapp, Viber, Hangout o le varie app commerciali, Telegram non ha scopro di lucro (leggetevi il FAQ per capire come sta in piedi, non è fantascienza) quindi è completamente gratis, non propone pubblicità e soprattutto non rivende i vostri dati e le vostre conversazioni.

Tutte le conversazioni sono criptate con l’ottimo algoritmo AES 256bit, inoltre possiamo crearle di due tipi diversi: “utente-cloud-utente” oppure “utente-utente”. Il primo è il metodo standard, cioè le conversazioni partono dal mio cell, finiscono nel cloud di Tg dove viene mantenuta una copia di backup (sempre criptata), e finiscono nel cell del ricevente. Il secondo metodo è diretto dal mio cell a quello di destinazione (senza lasciare traccia nel cloud) e con una chiave di cifratura unica dedicata. Ciò assicura un’elevata sicurezza, ma ha lo svantaggio che se si rompe il cell o si cancella la conversazione sarà perduta per sempre perché non esiste un backup.

Questo significa che, per quanto insignificanti possano essere, la mia vita e le mie discussioni restano private, anziché essere di proprietà di Zukerberg o di qualsiasi altra società.

Le altre buone qualità di Telegram si possono sintetizzare così: – quasi identico al suo concorrente diretto – permette l’invio non solo di foto e video ma anche di qualsiasi tipo di file, entro la dimensione di 1 gb cad. – foto e video vengono inviati interi anziché compressi, quindi la qualità è più alta. – multipiattaforma: essendo open source, stanno nascendo client per tutti i gusti, c’è perfino la versione web utilizzabile da qualsiasi browser con conversazioni sincronizzate a quelle sul proprio smartphone e le due sono utilizzabili contemporaneamente. Eccezion fatta per le “chat sicure” in quanto questo, come detto prima, sono client – client (utente-utente) quindi le discussioni si sviluppano interamente sul dispositivo di turno e non c’è modo di condividerle.

L’attivazione su altri dispositivi è identica a quella sul cellulare, viene richiesto il vostro numero e poi si riceve il relativo codice di accesso. Inoltre al vostro cellulare viene anche inviato un sms di avviso con l’indirizzo IP con il quale ci si è connessi, con il vostro numero e quando. Molto utile per tenere sotto controllo eventuali accessi indesiderati, che potrete disattivare da cellulare cliccando nelle impostazioni all’opzione “Terminate all other sessions”.

Fin qui ok, non sono tutte rose e fiori. In rete si stanno facendo tante notizie su quanto Tg stia guadagnando utenti, ma nessuno che si degni di descrivere a fondo l’esperienza utente. Strano no?

Il più grosso difetto di questa app è la gestione e il salvataggio dei media. Mi spiego: whatsapp crea nella galleria di Android una cartella dove salva automaticamente immagini e video ricevuti. Semplice da vedere e da organizzare.

Telegram non lo fa, o meglio lo fa in modo diverso e più macchinoso: i media non li salva nella galleria in automatico, ma bisogna aprire l’immagine di turno e salvarla a mano ogni volta. Scomodo si, ma c’è di peggio: ovviamente da qualche parte queste immagini dovranno pur essere nella memoria a prescindere no? La cartella in questione è: “/Android/data/org.telegram.messenger/cache/”

-.-

Questa cartella nemmeno si svuota da sola dopo aver cancellato la conversazione, quindi rischia di riempire lentamente la memoria del cell (a meno che non si svuoti da sola nel tempo, questo non ho potuto verificarlo). Non si può pretendere che l’utente medio usi un file manager per andare fin li e far pulizia manualmente… quindi per me è un grosso difetto. So che la cosa è già stata segnalata agli sviluppatori, e confido in un aggiornamento risolutivo in tempi accettabili, ma per ora sappiate che le cose stanno così.

Una cosa che ancora non abbiamo compreso a pieno è che talvolta pare che TG non riceva i messaggi e le notifiche in tempo reale. Succede che talvolta, con Telegram in background, sembra che nessuno vi risponda, ma nel momento in cui aprite l’app arrivano tutti i messaggi in un colpo solo. È una cosa che non capita sempre, e anzi, spesso i messaggi sono recapitati puntualmente e senza problemi. Noi sospettiamo possa essere un bug dovuto al non ancora perfetto uso della rete da parte del dispositivo o ad eventuali eccessivi carichi di utenze migrate da altre soluzioni. In ogni caso noi di Tek Drops siamo fiduciosi che il problema venga presto risolto.

Ci sono altri difetti minori, anche questi certamente sistemabili nei prossimi aggiornamenti:

– lingua delle opzioni solo in inglese, spagnolo e tedesco – foto e video si scaricano in automatico salvo fare conversazioni private dirette, allora si può abilitare l’opzione scaricamento su richiesta dell’utente. – poco personalizzabile in generale nelle impostazioni – bug minori nelle notifiche

Tenete presente che questo progetto è nato da nemmeno un anno, ha ancora molto margine di miglioramento e la sua natura open unita al crescente aumento di utenti sono certo porterà grandi passi avanti in poco tempo. Nessun programma nasce perfetto.

L’unico scoglio davvero grosso è questo: quando lo installi e apri la lista contatti… scoprirai che praticamente nessuno dei tuoi amici o parenti lo usa. Qui ci sono due strade: essere convinti della propria scelta e riuscire a trascinare su Tg quante più persone possibili, o seguire purtroppo come al solito la via scelta dalla massa.

Per quanto mi riguarda, al momento uso sia Whatsapp che Telegram. Non appena però il problema della memoria dei media sarà risolto, passerò solo a Tg e i miei contatti dovranno adattarsi.

Sono convinto che in questo modo ognuno possa, nel suo piccolo, dare un contributo al miglioramento della tecnologia e del suo utilizzo, non mi riferisco solo a Telegram ma a tutti quei meccanismi che rinchiudono gli utenti in spirali governate solo dal marketing e dalla popolarità a discapito della qualità, della privacy e della sicurezza.


Approfondimento sulla sicurezza di Telegram (non adatto a tutti)

Attenzione: chi scrive non è un crittoanalista, pertanto ogni riga che segue non è da considerarsi corretta a priori. Detto questo, il bello di un’applicazione come Telegram è che dichiara tutte le politiche usate per la cifratura dei messaggi, quindi con poca fatica (ma moltissime conoscenze) si può sapere com’è gestita in dettaglio la vostra privacy/sicurezza. Come appreso sopra, esistono due tipi di conversazione, quella dispositivo – server – dispositivo, e quella dispositivo – dispositivo. Per quanto riguarda la seconda (dispositivo – dispositivo), la conversazione è incomprensibile a qualunque utente all’infuori dei due che stanno comunicando. Il processo inizia mediante la creazione di una chiave simmetrica tra i due utenti. Una volta concluso questo processo i due utenti potranno iniziare a conversare e nessuno, nemmeno lo staff di TG può sapere cosa si stanno dicendo. L’unico modo per conoscere i messaggi è quello di avere accesso fisico ad uno dei due dispositivi e manometterlo in modo che l’informazione (già decriptata) sia reinviata ad un terzo dispositivo; altrimenti, come da TG dichiarato, è sicura e indecifrabile da terzi. Ecco quindi l’importanza (detta prima) del fatto che l’app TG è interamente open sul nostro dispositivo. Sappiamo che nulla è inviato a occhi/orecchie indiscrete e i messaggi sono gestiti come riportato nelle FAQ. Per quanto riguarda la conversazione dispositivo – server – dispositivo, la situazione è piuttosto simile, ma la differenza è che la conversazione è rappresentabile come due discussioni parallele; la prima è tra il primo dispositivo e il server, mentre la seconda è tra il server e il secondo dispositivo. Il server quindi, come una sorta di centralino, si fa carico di mettere in comunicazione i due client. Entrambe le conversazioni sono cifrate, ma in modo diverso quindi i due utenti di fatto non comunicano e non possono comunicare direttamente tra loro. Solo il server conosce entrambe le comunicazioni. Questo perché, in fase di registrazione dell’account su TG, viene creata una chiave univoca (per ogni client. Quindi per un utente ci sono tante chiavi quanti sono i client da lui usati) che il server userà per cifrare le conversazioni verso di noi, mentre noi comunicheremo con lui con una chiave di cifratura che è già presente nell’applicazione.

Lo svantaggio è che un eventuale intervento delle autorità giudiziarie potrebbe concedere, alle forze dell’ordine, il diritto di ficcanasare nel server e leggere quanto viene inviato dall’utente indagato. In realtà esiste il rischio per cui gli stessi membri di telegram possano farsi i fatti nostri, ma generalmente questo tipo di operazioni sono gestite da dei computer senza nessun intervento umano. Il che vuol dire che nessuno, fisicamente, legge quanto mandate/ricevete.

C’è molto altro da dire, ma l’articolo rischia di diventare ancora più pesante di quello che già è (soprattutto in questa seconda parte). Per chi volesse approfondire ulteriormente, su telegram.org/faq trovate tutte le informazioni che potreste desiderare e anche più! Tanto di cappello a chi è in grado di capire ogni riga.

“Aspettiamo e basta. Possiamo rendere tutto poetico e perdere la testa insieme. Sto ancora aspettando il mio turno.”

Una Risposta to “Telegram, la migliore alternativa a Whatsapp”

  1. ylian89 Says:

    Io mi trovo bene con hangout sinceramente, anche se non lo usa praticamente nessuno


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